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Lunedì 12 Dicembre 2011 21:53

Greenpeace dovrebbe ammettere il proprio comportamento vergognoso

The Greenpeace ship, Arctic Sunrise, off Pantelleria Island. Photo: Barbara Veiga

Junichi Sato, Direttore Esecutivo di Greenpeace Giappone, ha pubblicamente criticato Sea Shepherd Coservation Society per aver accusato l’industria baleniera giapponese di aver utilizzato i soldi destinati al Fondo di Assistenza Tsunami e Terremoto (Tsunami Earthquake Relief Fund) per garantire la sicurezza della propria flotta.

Pochi giorni prima, Greenpeace si era arrogata il merito di aver esposto lo scandalo dei soldi destinati agli aiuti utilizzati, invece, per sostenere la flotta baleniera giapponese. Sato ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Non solo l’industria baleniera è incapace di sopravvivere senza un costante aumento di elargizioni governative, ma adesso sta addirittura fagocitando il denaro destinato alle vittime del triplo disastro dell’11 marzo – nel momento in cui esse ne hanno più bisogno. Questo è un ulteriore gradino verso il basso per la vergognosa industria baleniera e per i cinici politici che la supportano”.

In risposta alle dubbie affermazioni del Giappone, secondo le quali il denaro proverrebbe dalle tasse e non dal fondo di assistenza (in contraddizione alla dichiarazione da parte dell’Agenzia della Pesca Giapponese, secondo la quale, invece, i soldi proverrebbero dal fondo di assistenza), Sato, dimenticando la sua stessa affermazione precedente, ha deciso di sfruttare l’occasione per screditare Sea Shepherd. Secondo Sato, il Capitano Paul Watson su Sky tv avrebbe dichiarato “vergognoso” il fatto che il denaro in questione fosse arrivato da “persone di tutto il mondo” che non avrebbero mai immaginato come sarebbe stato realmente utilizzato.

Sato ha definito questa affermazione irresponsabile e ha dichiarato che Watson non sta facendo nessun favore agli ambientalisti travisando la verità. Sato ha inoltre dichiarato: “Si tratta della credibilità di tutto il movimento contro la caccia alle balene”.

Sappiamo, come dichiarato dall’Agenzia della Pesca Giapponese, che circa 30 milioni di Dollari sono stati prelevati dal Fondo di Assistenza Tsunami e Terremoto (Tsunami Earthquake Relief Fund), con la giustificazione che la ricostruzione dell’industria baleniera costituirebbe un uso legittimo di quei fondi. Ora il Governo giapponese sta facendo un passo indietro, dichiarando che i fondi provengono dalle tasse. In ogni caso, bisogna porsi una domanda: dal momento che ci sono persone rimaste senza casa a seguito di un disastro, perché 30 milioni di Dollari dovrebbero essere impiegati dall’industria baleniera per difendere le proprie operazioni illegali nel Santuario delle balene dell’Oceano del Sud? O il Ministero degli Affari Esteri sta mentendo o lo sta facendo l’Agenzia della Pesca Giapponese.

Il Capitano Paul Watson è convinto che sia da irresponsabili, da parte di Greenpeace Giappone, utilizzare i messaggi contraddittori del Governo giapponese per screditare Sea Shepherd.

“Sato dovrebbe guardare dentro la propria Organizzazione quando discute di credibilità riferita a questi temi. Nelle loro Campagne contro la caccia alle balene raccolgono circa 40 milioni di Dollari l’anno, e tutto quello che riescono a fare è produrre mail in quantità per chiedere fondi. Sono anni che non inviano una sola nave ad appendere striscioni nell’Oceano del Sud. La flotta baleniera giapponese passerà proprio vicino alla nave di Greenpeace Esperanza, che adesso si trova a Palau, e Greenpeace non la affronterà. Anche questo è vergognoso. Raccogliere denaro dalla gente, fingendo di salvare le balene, e allo stesso tempo attaccare la sola Organizzazione che ha davvero salvato balene in Oceano del Sud”, ha dichiarato il Capitano Watson. “Ho chiesto a Greenpeace di unirsi a noi in una causa comune per opporsi alla flotta baleniera ed hanno rifiutato. Non ho idea di cosa facciano con i milioni di dollari che raccolgono per salvare le balene, ma so che quei fondi non vengono impiegati per salvarne. Per quanto riguarda la credibilità, Sea Shepherd l’anno scorso ha salvato dagli arpioni 863 balene e Greenpeace non ne ha salvata nessuna. Questa è la sola credibilità che a noi interessa.”

Traduzione a cura di Cristina Giusti

 

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