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Lunedì 23 Gennaio 2012 12:56

L’abbordaggio della Shonan Maru N.2 è stato un enorme successo

Commentario del Capitano Paul Watson

Armed Japanese Coast Guard filming the activists while they were being held in the communications room of the Japanese whaling fleet's security vessel, the Shonan Maru No. 2Un membro della Guardia Costiera giapponese mentre filma gli attivisti detenuti nella stanza delle comunicazioni della nave di sicurezza della flotta baleniera giapponese, Shonan Maru N. 2

Sembra proprio che i coraggiosi sforzi di Geoffrey Owen Tuxworth, Simon Peterffy e Glen Pendlebury di Forest Rescue Australia abbiano dimostrato di avere ottenuto un enorme successo. Il loro obiettivo originario era quello di allontanare la nave giapponese di sicurezza Shonan Maru N.2 dall'inseguimento della Steve Irwin.

Così è stato.

Per trasferire gli uomini dalla Shonan Maru N.2 alla nave doganale australiana Ocean Protector, la nave giapponese ha dovuto ritirarsi dall'inseguimento ed ha chiamato la nave arpionatrice Yushin Maru N.2 a prendere il suo posto, rimuovendola così dalla caccia. Questo di per sé ha salvato la vita di molte balene.

Grazie agli sforzi dei ragazzi saliti a bordo, la Shonan Maru N.2 non è stata in grado di continuare l’inseguimento della Steve Irwin. È molto più facile avere a che fare con l'equipaggio meno preparato della Yushin Maru N.2. I personaggi ninja vestiti di nero e armati sulla Shonan Maru N.2 hanno a bordo laser, granate a concussione, armi semiautomatiche e LRADs (acronimo di “Long Range Acoustic Device”, un tipo di arma sonica non letale, n.d.t.), in aggiunta alle armi personali e ai fucili.

Gli uomini di Forest Rescue sono riusciti a fotografare gli schemi della Shonan Maru N.2 e le attrezzature di sicurezza a bordo. Un lavoro di spionaggio dannatamente buono da parte dei ragazzi. La domanda da farsi adesso è: perché ad una nave giapponese è stato permesso di portare a bordo armi semi-automatiche e granate a concussione nella Zona Contigua Australiana, che è sotto il controllo esclusivo della Dogana e dell'Immigrazione australiana, senza averle dichiarate?

Dal Capitano e dall'equipaggio della Steve Irwin ai tre uomini di Forest Rescue: "Ben fatto - i vostri sforzi hanno avuto successo."

Il Procuratore Generale Australiano Nicola Roxon adesso afferma che il loro recupero è costato un milione di dollari. Sarebbe interessante vedere in cosa consiste la ripartizione delle spese. Considerando che non è riuscita a giustificare 190.500 dollari di spese del suo stesso Governo, non sono sicuro che sia il caso di riporre molta fiducia nella sua competenza finanziaria. E’ follemente inadeguata.

In pratica, stiamo parlando solo di spese di gestione di una nave relative al costo di carburante ed equipaggio per una settimana. E comunque la nave era già in mare, in missione di pattugliamento anti-bracconaggio, alla ricerca di cacciatori di frodo in aree dove non se ne trovano da tempo. Improvvisamente viene inviata verso est e ciò che trova è - la nave muscolosa di una flotta di bracconieri che tengono prigionieri tre cittadini australiani a bordo. Naturalmente non hanno fatto nulla riguardo la caccia illegale, ma hanno recuperato i nostri tre eroi australiani e li hanno riportati a casa in Australia Occidentale. Si tratta di sei giorni di operazioni. Non avrebbero potuto bruciare un milione di dollari di carburante in quel lasso di tempo, come invece sostiene il Procuratore Generale. Infatti, il massimo che possono aver consumato è intorno alle dieci tonnellate di carburante al giorno, circa 10.000 dollari al giorno di combustibile - che è ancora meno se si considera che non devono pagare le tasse su quel carburante. Pertanto ciò di cui stiamo parlando è una spesa di al massimo 60.000 dollari per i costi del carburante, mentre l'equipaggio sarebbe stato pagato comunque. Tutto questo è ben lontano dal milione di dollari.

The communications room of the Japanese whaling fleet's security vessel, the Shonan Maru No. 2La stanza delle comunicazioni della nave di sicurezza della flotta baleniera giapponese, Shonan Maru N.2

Dal 1997, l'Australia ha speso oltre 14 milioni di dollari per il salvataggio di velisti stranieri. A nessuno di loro è mai stato chiesto di ripagare il Governo.

Se l’Ocean Protector avesse fatto quello che il Governo aveva promesso di fare - monitorare l’attività di caccia illegale in Oceano del Sud - non sarebbe dovuto andare così lontano per recuperare i tre uomini.

Il Procuratore Generale ha detto che l’Ocean Protector era in rotta verso l'Isola Heard in pattugliamento anti-bracconaggio e avrebbe dovuto deviare la rotta per recuperare gli uomini. Nondimeno la Shonan Maru N.2 fa parte di una flotta di navi baleniere illegali, per cui la destinazione dell’Ocean Protector sarebbe stata coerente con le sue funzioni.

Nel 2002, il Governo australiano ha firmato un contratto di 553 milioni di dollari per costruire una nuova flotta di 12 motovedette della Marina. La domanda è: dove sono e cosa fanno, a parte impedire a dei profughi ambientalisti e rifugiati politici di raggiungere le coste dell'Australia?

Nel 2006, gli uruguaiani Dacruz Amoedo, 44 anni, e Enrique Dominguez, 41 anni, sono stati multati rispettivamente per 65.000 e 53.000 dollari dalla Corte Distrettuale di Sydney per bracconaggio del nototenide della Patagonia, vicino all'Isola Macquarie. Sono stati multati per un totale di 118.000 dollari che non hanno pagato e sono stati autorizzati a rimanere in possesso della loro nave. Questo inutile spreco di energie è costato al Governo australiano oltre sette milioni di dollari.

Nel 2003 ho inseguito la nave uruguaiana Viarsa attraverso l'Oceano Indiano e fino a metà strada in Oceano Atlantico è stata seguita dalle autorità australiane, che l’hanno fermata mentre praticava pesca di frodo all'Isola Heard. L’inseguimento ed il processo sono costati oltre cinque milioni di dollari. Nonostante le 97 tonnellate di nototenidi della Patagonia trovati a bordo della nave, i rappresentanti dei proprietari della Viarsa 1 sono stati in grado di arrivare all’assoluzione da parte di una giuria nel novembre 2005. Dopo due anni e due processi, i marinai sono stati liberi di tornare ai loro Paesi d'origine.

Considerando il costo eccessivo di questa inutile caccia ai bracconieri, l'Australia non ha molto da dimostrare.

Nel caso della Shonan Maru N.2, l'Australia ha dovuto liberare tre dei suoi cittadini per evitare un potenziale imbarazzo per il Governo laburista di Julia Gillard.

Il Governo ha valutato attentamente le conseguenze e si è reso conto che creare un precedente in cui tre cittadini trattenuti su una nave baleniera giapponese a 16,2 miglia dalla costa dell'Australia Occidentale, vengano portati in Giappone come prigionieri, e messi sotto processo, avrebbe esibito la totale impotenza morale e legale del Governo di Canberra. Avrebbe portato la questione della baleneria illegale giapponese all’attenzione dei media per mesi e i cittadini australiani avrebbero continuamente chiesto che cosa ci facesse la nave baleniera armata in acque in cui la Corte Federale australiana le aveva proibito l’accesso.

Politicamente, il Governo non ha avuto altra scelta che quella di recuperare i tre uomini. Tale decisione sarebbe potuta costare meno se avesse insistito affinché il Giappone riportasse gli uomini a terra o li trasferisse sulla Steve Irwin, che si trovava a sole 7 miglia dalla Shonan Maru N.2.

Alla fine, l’abbordaggio ha messo in evidenza le attività illegali di caccia alle balene giapponesi attraverso i media di tutto il mondo, ha strappato la Shonan Maru N.2 dall'inseguimento della Steve Irwin, e ha raccolto preziose informazioni riguardanti le dotazioni di sicurezza e la struttura della nave di sicurezza della flotta baleniera. E’ stato anche motivo di profonda umiliazione per la Guardia Costiera giapponese il fatto che tre uomini australiani disarmati siano riusciti a salire a bordo della nave di sicurezza della flotta, nonostante il Governo giapponese avesse speso 28 milioni di dollari per evitare proprio questo. Ed infine, gli uomini sono stati liberati senza alcuna accusa a loro carico.

A mio parere tutto questo ha segnato decisamente un grande successo per il movimento di lotta per la fine della baleneria illegale nel Santuario delle Balene in Oceano del Sud.

The Japanese whaling fleet's security vessel, the Shonan Maru No. 2 ship's plans The Japanese whaling fleet's security vessel, the Shonan Maru No. 2 ship's plans

Piani generali della nave di sicurezza della flotta baleniera giapponese, Shonan Maru N.2

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2011/2012 in difesa delle balene

Traduzione a cura di Cristina Giusti

 

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