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Mercoledì 25 Febbraio 2015 02:29

L’isteria dei media nei confronti degli squali deve finire

di Natalie Banks – Coordinatrice della campagna sugli squali per l'Australia Occidentale

editorial-150225-1-2-Shark-Solutions-Poster-A4-1000wCi sono molte soluzioni per la sicurezza che si possono adottareLa copertura mediatica di un avvenimento ha una considerevole rilevanza sull'opinione pubblica. Ecco perché è importante, per chi è coinvolto nella conservazione delle specie marine e degli squali, leggere ed ascoltare alcuni dei recenti rapporti sugli incontri indesiderati con squali. Nonostante la prova scientifica che molte specie di squali siano a rischio di estinzione, molti recenti servizi sui media hanno enfatizzato i rischi che gli squali rappresentano per la gente. Questo non è solo dovuto a qualche recente morso di squalo rivelatosi fatale; un rapporto ha studiato l'immagine che i media australiani hanno dato degli squali e della loro conservazione e ha scoperto che tra il 2000 e il 2010 su 300 articoli che parlavano di squali, più del 58% erano relativi ad attacchi da parte di squali.

A volte capita che gli squali attacchino per errore e fatalmente i bagnanti, ma la realtà è che avvistare uno squalo, vivere un incontro indesiderato con uno di loro e venirne morso è un evento estremamente raro. Nonostante quello che alcuni servizi dei media possano avervi fatto credere, l'oceano non è pieno di fauci scattanti in attesa esattamente dove state per immergere il vostro alluce. Inoltre, come detto nel nostro post precedente , esistono una serie di misure preventive che i bagnanti possono prendere per ridurre la loro vulnerabilità ai rari ed indesiderati incontri con gli squali. Con un numero crescente di specie di squali che vengono dichiaratamente minacciati, è tempo di bilanciare i rapporti, dal momento che attualmente solo il 15% degli articoli in Australia si concentra sugli sforzi per la conservazione.

Terminologia - Attenzione alle acque "infestate dagli squali"!
Ogni volta che viene utilizzato il termine "attacco di squalo", molte persone evocano immagini di gravi ferite a una persona - ma spesso sui media anche gli incontri con squali dove non si siano verificati ne' il contatto ne' il ferimento tra gli umani e gli squali, vengono comunque definiti "attacchi". Infatti, il 38% degli "attacchi da parte di squali" riportati nel Nuovo Galles del Sud tra il 1979 e il 2009 non ha avuto come conseguenza alcun ferimento. Sembrerebbe quindi che non tutti gli "attacchi" di squali siano uguali, specialmente quando la parola "attacchi" viene usata anche per descrivere dei morsi su un'imbarcazione.

In questo particolare articolo, ad esempio, il termine "attacco di squalo" nel titolo sarebbe da sostituire con "morso di squalo", in modo da non essere parimenti classificato con l'incontro che Sean Pollard ha fatto come conseguenza di un attacco da parte di uno squalo.

Anche qualsiasi discussione riguardante squali "fuori controllo" dovrebbe essere eliminata dal dibattito pubblico. Gli squali evocano già abbastanza paura grazie a film come "Lo Squalo" senza bisogno di aggiungerne altre. La teoria degli squali fuori controllo non è mai stata provata scientificamente e quindi è semplicemente una teoria non dimostrabile. Secondo il Codice Etico della Società del Giornalismo Professionale, i media che parlano di squali fuori controllo non sono professionali, dato che "il giornalismo etico si batte per assicurare il libero scambio di informazioni accurate, giuste e scrupolose."

Lo stesso si può dire per gli squali che "perseguitano", "insidiano" e "minacciano", parole che suscitano emotività e che secondo l'antropologo Adrian Pearce, normalmente si riservano a comportamenti criminali di una certa gravità. "I ladruncoli ad esempio non perseguitano, gli stupratori sì. I rapinatori sono minacciosi, i taccheggiatori non così tanto", afferma Pearce.

Infatti, gli squali sono caratterizzati come un tipo di pesce, e proprio come i pesci nuotano. Se vogliamo continuare a prendere in considerazione il Codice Etico della Società del Giornalismo Professionale, gli articoli che demonizzano in maniera inappropriata gli squali non stanno minimizzando il rischio; lo stanno esasperando. I servizi dei media che usano un linguaggio emotivo per descrivere gli squali dimostrano il loro pregiudizio, e come risultato avremo un aumento della paura e del senso di minaccia e di pericolo nel pubblico stesso. Dovrebbero essere fornite alcune considerazioni sulle implicazioni nel dipingere i movimenti degli squali in questo modo, specialmente dato che è stato scientificamente provato che gli squali rendono gli oceani sani e che stanno diminuendo rapidamente.

Immagini
L’immagine oltre modo fuori luogo che drammatizza gli incontri con gli squali serve solo a una cosa, ovvero ad aumentare il numero di visite e/o di lettori. Inoltre, crea nella comunità ansie e paure non necessarie, oltre a mancare di rispetto a coloro che hanno vissuto un incontro involontario con uno squalo, ed a i relativi cari.
La psicologa Sharon Burden, che ha perso tragicamente suo figlio Kyle nel 2011 causata da un attacco fatale da parte di uno squalo bianco, afferma, che l'ultima cosa che avrebbe voluto vedere, sarebbe stata l'immagine di fauci di uno squalo affiancata alla foto di suo figlio. "Una delle cose a cui cercavo di non pensare era proprio questa, al loro contatto, tra lo squalo e Kyle, ma, le immagini usate da alcuni media che volutamente hanno accostato una serie di denti di squalo alla foto di Kyle, pur prendendole dai social media.", ha raccontato. "Dobbiamo dimostrare un po' di sensibilità verso quelle persone che hanno subito una perdita e che sono ancora in lutto. Ogni volta che si mostra una foto di una persona di fianco all'immagine di uno squalo in atteggiamento aggressivo, ecco si crea un potente memorandum dell'evento stesso, e non sempre puoi evitare di riviverlo se è pubblicato sul giornale che leggi ogni giorno."

E' anche interessante notare che i media pensano sia appropriato ripetere continuamente l'"L’albo d’onore" delle vittime attaccate dagli squali, senza pensare a cosa ciò significhi per i loro cari. Lo vediamo accadere molto più raramente per incidenti mortali d'auto od omicidi, e non riesco proprio ad immaginare quali benefici possa portare questa lista, se non portare ulteriore crisi a quello che è già di per se un tragico evento.

Un altro modo in cui ai media piace parlare di squali è scrivere le paure che la gente ha su di loro. Paradossalmente, alcuni media continuano ad alimentare questa paura, creando così le preoccupazioni di una generazione di bambini che ha paura di entrare nell'oceano. Questo porta comprensibilmente alla preoccupazione dei genitori, che chiedono ai governi di fare qualcosa, malgrado sia già rara la possibilità di un morso letale di uno squalo. E nonostante ci siano i modi per ridurre gli incontri indesiderati con gli squali, la realtà è che l'oceano è un'area selvatica e niente offrirà mai il 100% della sicurezza per qualsiasi utente dell'oceano che si voglia rilassare in un ambiente marino.

Con gli articoli negativi e l'immaginario sugli squali che dominano la totalità delle notizie sugli squali, è quasi un miracolo che così tante persone siano preoccupate più dai rischi che dagli squali stessi.

Sarebbe bello essere interpellati più spesso dai media per commentare articoli a proposito dello sfruttamento eccessivo della pesca, della distruzione degli habitat e delle mutazioni climatiche. Gli squali sono particolarmente vulnerabili a queste minacce a causa del loro basso tasso di crescita, della loro tarda età di maturazione, del loro lungo periodo di gestazione e del loro basso tasso di riproduzione.

Alcuni passi per superare paura ed ansia
Non mi definisco certo un esperto in questo campo, ma ho un po' di esperienza nel superare l'ansia, specialmente come sub e istruttore sub. Ho anche contattato alcuni consulenti in questo campo, e spero che le informazioni che seguono possano essere d'aiuto:

Ricorda a te stesso che il rischio è basso e concentrati su quello che ti piace della spiaggia. Sono consapevole dei rischi che si corrono quando ci si immerge, dall'annegamento al malessere da decompressione, e ovviamente ai rischi della vita marina. La realtà è, comunque, che la mia passione per le immersioni subacquee, il poter vedere il magnifico ambiente marino e i numerosi relitti navali, batte di gran lunga il rischio che comporta fare le immersioni. Questo si ricollega anche al mio prossimo consiglio.

Prendi provvedimenti per ridurre i rischi da squalo (vedi il poster).
Una delle cose che mi piace fare come sub è stilare una lista delle cose che devo fare per evitare incidenti. Avere aria a sufficienza è solitamente la prima della lista! Inoltre, solitamente porto con me un amico che puoi assistermi in caso di problemi. So che il mio equipaggiamento da immersione funziona correttamente - così facendo sto già iniziando a limitare alcuni dei rischi associati alle immersioni. Lo stesso si può dire con quelli connessi agli squali.

Riconoscere la propria ansia e poi scegliere di non farsi fermare dalla propria paura.
Questo punto è molto importante per me. Non vi dirò che mi sono sempre sentito a mio agio al 100% in acqua, perché non sarebbe vero. Ci sono state volte in cui mi sono sentito molto a disagio e ho addirittura cancellato alcune immersioni, perché mi sono lasciato bloccare dall'ansia e dalla paura. Poi ho ascoltato tutti i racconti delle fantastiche avventure che i miei compagni sub hanno vissuto mentre la paura mi sopraffaceva. In questi giorni, sono molto più propenso a dire si, sono ansioso, ma ho preso le mie precauzioni e...OH MIO DIO, GUARDA QUELLO SQUALO BALENA!

I genitori di bambini ansiosi dovrebbero limitare le immagini grafiche di squali e mostrar loro squali amichevoli o divertenti, oltre a rassicurarli.

***INIZIO TRADUZIONE GRAFICA***

QUANDO SI PARLA DI EFFICACI ALTERNATIVE ALL'ABBATTIMENTO DEGLI SQUALI, C'E' MOLTO CHE POSSIAMO FARE!

Happy taking the risk = Felice correndo il rischio
Osprey blimp = Dirigibile Osprey
Shark spotters = Avvistatori di squali
Drones = Droni
Kelp field = Campo di alghe
Eco-friendly barrier = Barriera eco-sostenibile
Shark shield = Shark shield
Ocean pool = Piscina oceanica
Sharkbanz = Sharkbanz
Surfsafe Board = Surf con Surfsafe
Tag and Track = Etichettare e seguire
Heli-patrols = Ricognizioni in elicottero
Diverter wetsuit = Muta subacquea Diverter

Altre opzioni che sono attualmente in fase di test:
. Campi elettronici
. Apparecchi di schermatura
. Repellenti chimici
. Cortine di bolle
. Sonar
. Rilevamento autonomo in tempo reale
. Suoni sottomarini
. Boe "intelligenti"
. Sharksafe
. Barriere di alghe
. Luci stroboscopiche

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