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Mercoledì 26 Dicembre 2012 17:21

Sea Shepherd sfida la Danimarca davanti alla Commissione Europea

Pilot whales swimming freelyGlobicefali in libertà
Photo: Bob Talbot
In risposta al massacro di globicefali in corso alle Isole Fær Øer, la brutale caccia rituale nota con il nome di "grindadráp" o "grind," Sea Shepherd denuncia la violazione da parte della Danimarca di tre convenzioni sottoscritte, secondo le quali avrebbe dovuto impegnarsi a fare qualsiasi cosa in suo potere per proteggere i globicefali — la Convenzione di Berna, la Convenzione di Bonn e l'ASCOBANS. Di conseguenza, Sea Shepherd sta portando la questione davanti alla Commissione Europea per obbligare la Danimarca a rispettare gli obblighi previsti dalle convenzioni e ad agire in base ai principi in esse delineati.

Da secoli, i globicefali che si avvicinano alle coste delle Isole Fær Øer vengono massacrati. La caccia e l'uccisione di intere famiglie di globicefali prende il nome di "grindadráp," o "grind." La Danimarca sostiene di non avere voce in capitolo per fermare la "grind", tuttavia nel 2010 e nel 2011, mentre Sea Shepherd si trovava sul posto, ha inviato una nave militare ed un elicottero per sorvegliare le acque feroesi ed impedirci di intervenire. Dal 1984 Sea Shepherd è impegnata a porre fine a questo spietato massacro ed ha più volte inviato navi per documentare questo spargimento di sangue.

Se un tempo queste uccisioni erano necessarie per la sussistenza della popolazione feroese, adesso non è più così. Questa popolazione vanta attualmente il più alto standard di qualità di vita in Europa e riceve inoltre sussidi importanti dall'Europa attraverso la Danimarca.

Dal momento che la carne di globicefalo contiene alti livelli di mercurio ed altri elementi nocivi, gli ufficiali sanitari delle Isole Fær Øer hanno dovuto certificarla come non adatta al consumo umano. Infatti, i livelli di mercurio possono anche risultare fino a dieci volte superiori ai limiti consentiti in Europa. Tuttavia, la grindadráp continua. Ed è attualmente il più grande massacro di mammiferi marini in Europa.

I globicefali sono costretti ad affrontare molte moderne minacce (pesca eccessiva, competizione per il cibo, acidificazione degli oceani, catture accidentali, sonar militari, test sismici e tante altre). Come rischio maggiore, questa splendida specie non dovrebbe dover subire questi inutili massacri, spacciati per tradizione nell'era delle tecnologie ultramoderne. Motoscafi, moto d'acqua, cellulari, radar e persino gli elicotteri hanno sostituito le vecchie barche a remi ed i segnali di fumo ( per la comunicazione) utilizzati nei secoli passati.

In qualsiasi altra parte d'Europa i globicefali sono protetti e vengono messi in atto, con impegno, notevoli sforzi per evitare le catture accidentali ed altri disturbi/rischi, ma nelle Isole Fær Øer, intere famiglie vengono ancora spinte verso le spiagge per essere sterminate in uno dei più brutali massacri condotti dall'uomo sulla Terra. Data la loro complessa intelligenza ed i forti legami sociali con ogni membro del branco, la loro elevata consapevolezza e la forte solidarietà reciproca, queste creature soffrono livelli enormi di stress e un indescrivibile agonia prima e durante il massacro, e la morte appare, ironicamente, come una liberazione da questa orribile tortura.

Brano tratto dal libro, Pilot Whaling in the Faroe Islands (La caccia ai globicefali nelle Isole Fær Øer) di Joan Paul Joensen (Faroe University Press):

“Con lunghe lance e coltelli gli uomini combattevano, usando ami attaccati a funi per avvicinare le prede; ed anche quando il sangue sgorgava fuori dalle ferite dei globicefali, i loro compagni rimanevano accanto a loro. Anche quando riuscivano a raggiungere acque pulite, tornavano indietro a "cercare il sangue". I più grandi tra loro sembravano voler proteggere i più piccoli. Alcuni globicefali, impazziti per il dolore delle ferite inferte con le lance, nuotavano furiosamente verso i bassi fondali dove erano ad attenderli gli uomini di Sorvagur e Bour, che, immersi fino al torace nel sangue e nell'acqua, li colpivano ancora e ancora con i loro coltellacci per recidere il midollo spinale. (...) Finalmente era finita. Nemmeno un globicefalo era scampato. Un caldo odore pesante riempiva l'aria; i corpi di ben duecentottantasei globicefali giacevano morti o morenti sulla spiaggia di Midvagur Beach. (...) Le loro spesse labbra curvate all'indietro, quasi in un sorriso grottesco, lasciavano scorgere i piccoli denti bianchi ormai serrati. Il capobranco è steso laggiù, e poi là – che tristezza! – piccoli di globicefalo sono distesi vicino alle mamme, nati nell'agonia del panico e della morte.”

La "grind" è un retaggio di un'epoca sanguinosa. Ha fatto il suo tempo. Se non siamo in grado di porre fine a massacri così crudeli ed insensati come questo, come possiamo ragionevolmente pensare di riuscire ad affrontare sfide molto più difficili come fermare le devastanti conseguenze dell'attuale livello di sovra sfruttamento del nostro pianeta? Oggi l'essere umano deve decidere di maturare o morirà. È tempo che le attuali generazioni comincino a prendersi cura del proprio pianeta. È tempo di relegare la "grind" al tempo cui appartiene — e cioè al passato — e mettere fine al più grande massacro di mammiferi marini in Europa.

Sea Shepherd Francia desidera ringraziare calorosamente il prezioso supporto del Signor Sylvain Leroy, il nostro avvocato pro bono di Bordeaux, Francia. La denuncia completa, presentata alla Commissione Europea, sarà presto resa disponibile.

 

Traduzione a cura di Linda Possanzini

Pilot whales lined up after being slaughteredGlobicefali disposti in fila dopo il massacro
Photo: Peter Hammarstedt / Sea Shepherd

 

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