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Martedì 10 Febbraio 2015 10:45

Oggi sono disponibili molte misure di sicurezza per proteggersi dagli squali

Possiamo fare molto quando si tratta di proporre misure alternative all’abbattimento degli squali.
Commento di Natalie Banks

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weSe deste ascolto al Governo dell’Australia Occidentale, cercherebbero di farvi credere che ci sia ben poco da fare quando si tratta di proteggere chi entra nell’oceano dalla già scarsa probabilità di un incontro indesiderato con uno squalo, se non uccidere squali protetti e vulnerabili. Sea Shepherd però ha creato un’illustrazione per evidenziare il fatto che esistono molti metodi per proteggere chi entra nell’oceano. Questo si può fare attuando misure oggi disponibili senza dover necessariamente ricorrere all’uccisione degli squali.


La lista può essere suddivisa in quattro macro aree: conoscenza, pattugliamenti, barriere ed equipaggiamento protettivo personale. Sea Shepherd non consiglia nessun prodotto in particolare, ma vuole solo evidenziare che oggi esistono misure per ridurre il rischio, già basso, di essere addentati da uno squalo.

Conoscenza
Marcare gli squali (con l’applicazione di un sistema di controllo elettronico, nota di traduzione) ha fornito agli scienziati informazioni sul comportamento delle varie specie degli stessi, che potrebbero essere utilizzate dai governi degli stati per educare le persone sui punti critici nei quali è risaputo che gli squali si raggruppano in determinati periodi dell’anno. Ad esempio, quando in dicembre i Lutjanidae (una famiglia di pesci ossei marini appartenenti all'ordine Perciformes, nota di traduzione) si riuniscono per deporre le uova al largo del Warnbro Sound, in Australia occidentale, si può rilevare la presenza di squali bianchi in quell’area. Purtroppo il governo dell’Australia occidentale ha di recente fatto un uso improprio delle informazioni provenienti dalle marcature degli squali, al fine di emanare un ordine di cattura e abbattimento; questo ha arrecato non poca frustrazione a coloro che erano coinvolti nei progetti di marcatura e ricerca, fino al punto che questi ultimi pongono ora delle riserve nel condividere le informazioni provenienti dalle marcature. Se vogliamo saperne di più circa le abitudini e i comportamenti degli squali al fine di proteggere i bagnanti, la marcatura e la loro localizzazione è uno dei modi per poterlo fare.
Marcare e riportare gli squali verso acque più profonde si è rivelato un metodo molto efficace, comprovato inoltre da basi scientifiche (link originale: http://theconversation.com/towing-sharks-out-to-sea-will-let-us-protect-people-and-sharks-22183). L’iniziativa è stata testata in Brasile, dove, con un minimo impatto ambientale, si sono ridotti del 97% gli incidenti legati agli squali.
Tra gli ulteriori strumenti informativi attualmente disponibili, vi sono i siti web governativi e delle applicazioni come i siti Sharksmart in Australia Occidentale e in Nuovo Galles del Sud e le informazioni sugli avvistamenti disponibili sulla pagina Twitter di Surf Life Saving in Australia Occidentale e su iKoast (link originale: http://www.ikoast.com.au/).

Pattugliamenti
Surf Life Saving utilizza ricognizioni aeree effettuate tra l’Australia Occidentale, il Nuovo Galles del Sud, il Queensland e l’Australia Meridionale. In aggiunta a tali ricognizioni, vi sono dispositivi aerei a pilotaggio remoto oppure droni attualmente in fase di editorial-150210-1-Shark-Banner-Officeworks-1000wUn mondo senza squali è una prospettiva spaventosasperimentazione in Queensland; inoltre Osprey ha sviluppato un dirigibile (link originale: http://www.oceanzoo.tv/OceanZOO/OSPREY_AMS.html) che utilizza un sistema di videocamera e SciFly (link originale: http://www.sciflyllc.com/) ha messo a punto videocamere speciali che sfruttano la tecnologia del sonar, entrambe utilizzate per individuare gli squali.
Surf Lige Saving, nell’ambito delle proprie attività di vigilanza effettua anche pattugliamenti a terra; inoltre a Città del Capo, Sudafrica, all’interno di un programma (link originale: http://sharkspotters.org.za/) decennale di avvistamento dedicato esclusivamente all’individuazione degli squali viene utilizzato un sistema di bandiere e allarmi per segnalare l’eventuale presenza di questi animali.
Un altro sistema di pattugliamento recentemente promosso è il Clever Buoy (link originale: http://cleverbuoy.com.au/), che utilizza un sonar per rilevare i movimenti degli squali e avvertire i bagnini sul loro avvistamento.

Barriere ecocompatibili
In Nuovo Galles del Sud le reti antisqualo furono installate negli anni trenta. Reti simili furono poi installate negli anni sessanta in Queensland. Queste reti non sono barriere o recinti e non sono assolutamente ecocompatibili, in quanto ogni anno vi rimangono impigliati moltissimi animali marini: foche, dugonghi, tartarughe, delfini, razze e persino balene.
Tuttavia, prima della loro installazione, furono create in alcune spiagge delle piscine nell’oceano, molto popolari sulla costa orientale dell’Australia e che stanno tornando in auge anche in Australia Occidentale.
Il 21° secolo ha visto la messa in opera e la sperimentazione di nuove barriere, come la Eco Shark Barrier (link originale: http://www.ecosharkbarrier.com.au/) attualmente installata a Cogee Beach a Perth, in Australia Occidentale, la Shark Safe Barrier (link originale: http://www.sharkdivingunlimited.com/new-sharksafe-barrier-system-to-protect-both-sharks-and-people/) già sperimentata con successo in Sudafrica e la Bionic Barrier (link originale: http://www.globalmarineenclosures.com/#bionic-barrier).

Equipaggiamento protettivo personale
Attualmente sono disponibili sul mercato degli equipaggiamenti protettivi personali atti a ridurre le interazioni indesiderate con gli squali: mute e tavole da surf squalo-deterrenti appositamente progettate (link originale: http://www.sharkmitigation.com/products-using-sams-shark-deterrent-technology.html). Inoltre, i bagnanti hanno diverse opzioni per poter usufruire dei deterrenti elettronici come lo Shark Shield (link originale: https://www.sharkshield.com/) e il SurfSafe (link originale: http://surfsafe.net.au/), un prodotto appositamente concepito per i surfisti. Un nuovo prodotto, lanciato recentemente in Australia, è lo SharkBanz (link originale: http://www.sharkbanz.com.au/technology/), che utilizza la tecnologia magnetica per scoraggiare gli squali.
Questi sono solo i prodotti attualmente disponibili. Sono infatti in atto attività di ricerca su un’ampia gamma di tecnologia, come i dispositivi atti a mascherare i rumori dei bagnanti, in modo da non renderli udibili agli squali, repellenti chimici, cortine di protezione create con le bolle d’aria, fonti sonore sottomarine e luci stroboscopiche.
In conclusione, con tutte queste opzioni disponibili, perché i governi non rinunciano all’utilizzo degli inefficaci metodi letali adottando piuttosto misure non letali per proteggere gli uomini dagli incontri indesiderati con gli squali?

 

editorial-150210-1-Shark-Solutions-Poster-A4-1000wOggi sono disponibili molte misure di sicurezza per proteggersi dagli squali

Traduzione di Giuliana Santoro

 

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