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Lunedì 06 Marzo 2017

Un’indagine di Sea Shepherd rivela un enorme quantitativo di pinne di squalo in violazione del divieto di trasporto internazionale.


HONG KONG 


Nonostante tutti i principali vettori di merce abbiano vietato il trasporto di pinne di squalo, un'investigazione condotta per tre mesi dall'Organizzazione per la conservazione marina Sea Shepherd Global – nell'ambito della loro campagna mondiale di difesa degli squali Operazione Apex Harmony -- ha appurato che una gran parte delle spedizioni di pinne di squalo stanno ancora arrivando at Hong Kong grazie a linee aeree e spedizionieri che si erano impegnati a dire “No alle pinne di squalo” per quanto concerne il trasporto.
In tutto il mondo gli squali sono in grossi guai, alcune delle loro popolazioni stanno diminuendo di oltre il 90%. Alcune specie, come lo squalo martello, si trovano di fronte a un reale rischio di estinzione.

Un consorzio emergente, che comprende le più importanti compagnie aeree e ONG si è riunito lo scorso venerdì con rappresentanti di alto livello del Dipartimento della Dogana e dei Dazi di Hong Kong e il Dipartimento dell’Agricoltura della Pesca e della Conservazione di Hong Kong (Hong Kong Customs and Excise Department and Hong Kong Agriculture, Fisheries and Conservation Department, AFCD) per informarli sui risultati dell'investigazione condotta da Sea Shepherd e discutere questioni relative ai crimini perpetrati contro gli animali selvatici. La questione più importante sul programma era come prevenire che i prodotti ricavati da animali indicati nella lista CITES come specie a rischio di estinzione vengano trasportati senza che il vettore ne sia a conoscenza. Tra queste specie ci sono tipi di squali vulnerabili e a rischio di estinzione, presenti nel commercio di pinne di squalo a Hong Kong, per esempio lo squalo martello e lo squalo longimano.

La storia della messa al bando del trasporto di pinne di squalo
 
Sin dal 2010, i gruppi internazionali che hanno come scopo la conservazione della fauna selvatica si stanno focalizzando sulla catena di rifornimento di pinne di squalo esercitando pressioni sia nei confronti delle compagnie aeree, sia nei confronti degli spedizionieri, per ottenere il bando del trasporto delle pinne di squalo e dei prodotti derivati dagli squali. Eppure, è ancora molto praticato il riciclaggio di pinne prese da specie di cui la pesca è illegale, all’interno di consegne di pinne da specie di squali ancora pescate legalmente, sebbene non sostenibili. A suo merito, nel 2010 la Maersk, il più grande trasportatore del mondo, ha indicato la via da seguire, in qualità di prima compagnia ad aver posto in atto la messa al bando mondiale del trasporto di pinne di squalo, e le 16 compagnie più importanti a livello mondiale nel settore del trasporto mediante container hanno presto seguito tale esempio.
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"Maersk Line si impegna a far rispettare la nostra politica di non trasportare prodotti di pinne di squalo nelle proprie navi. È frustrante che alcuni commercianti, a quanto pare, formulino dichiarazioni false riguardo al cargo che intendono trasportare con noi, al fine di aggirare le restrizioni che abbiamo messo in atto. Tuttavia siamo grati a Sea Shepherd per il suo lavoro di investigazione teso a far emergere il problema e stiamo lavorando con Sea Shepherd e altre ONG, come anche con le Dogane di Hong Kong e altri portatori di interessi, per aumentare l'efficacia delle procedure, con l'obiettivo di garantire che la messa al bando da noi posta in essere sia efficace in futuro." ha affermato Tim Smith, presidente del C.d.A. e Rappresentate Capo dell'Area dell'Asia Settentrionale per Maersk.

Circa il 92% delle pinne di squalo che entra a Hong Kong mediante trasporto marittimo, mentre il rimanente 8% giunge per via aerea. Avendo lavorato sin dal 2010 con diversi specialisti conservazionisti rispettati localmente e internazionalmente, il vettore Cathay Pacific, che ha sede a Hong Kong, è stato la prima compagnia aerea ad attuare una messa al bando iniziale sugli squali e i prodotti di squalo non sostenibili, incluse le pinne di squalo nel settembre 2012. A partire dal giugno 2016 la compagnia è passata a una messa al bando completa per quanto riguarda le pinne di squalo.

“Quale firmataria della United for Wildlife Transport Taskforce Buckingham Palace Declaration, la Cathay Pacific si impegna a non favorire consapevolmente e a non tollerare il trasporto di prodotti illegali derivati dalla fauna selvatica. Questa è un’importante iniziativa di Sea Shepherd, e la sosterremo quanto più potremo, per eliminare ogni cavillo che possa compromettere l’efficacia delle nostre politiche di embargo,” ha dichiarato Evelyn Chan, Responsabile delle Politiche Ambientali della Cathay Pacific Airways.
La campagna riguardante le linee aeree è stata guidata da Alex Hofford, ora di WildAid Hong Kong, e sostenuta da circa trenta gruppi, inclusi Sea Shepherd e il WWF, che agiscono a livello mondiale nell'ambito della conservazione marina e del benessere degli animali.

La prova del fatto che i bandi non hanno funzionato

Come per la maggior parte delle questioni ambientali, la prima sfida è cambiare le regole. Ma la seconda e più dura è far rispettare queste regole. Nonostante i recenti proclami dei media sul fatto che il commercio stia calando, in generale, Sea Shepherd Global ha iniziato le proprie indagini dopo aver visto prove di enormi trasporti di pinne di squalo che arrivavano nel distretto Sheung Wan di Hong Kong. “I mesi che conducono al Capodanno cinese sono sempre la stagione di picco per chi è nel settore delle pinne di squalo, dato che cerca di coprire la domanda del mercato continentale cinese per questa festività” ha detto Gary Stokes, di Sea Shepherd Global.


L’investigazione, durata tre mesi, ha documentato l’arrivo di grandi spedizioni da parte di vettori che avevano aderito alla messa al bando del trasporto di pinne di squalo. Tra queste c'erano due container di 13,7 metri pieni di pinne di squalo provenienti dal Medio Oriente e giunti in container della Maersk. Il problema che compagnie come la Virgin, la Maersk e la Cathay Pacific si trovano ora ad affrontare è che chi commercia in pinne di squalo viola le regole del sistema, agendo in modo fraudolento con l'uso di false dichiarazioni e false etichettature mediante le quali le pinne di squalo sono nascoste sotto categorie generiche quali “prodotti ittici”, “prodotti ittici essiccati”, “merci essiccate” o “prodotti marini essiccati” per evitare che siano scoperte. Una spedizione per via aerea effettuata tramite la Virgin Australia Cargo e la Cathay Pacific, falsamente dichiarata come “prodotti ittici”, non è stata identificata dalla dogana. L’esportatore che ha tentato di trasportare queste merci è ora stato inserito nella lista nera della Virgin Australia Cargo, che ha vietato il trasporto di pinne di squalo.

“È cosi triste quello che il team di Sea Shepherd ha scoperto: migliaia e migliaia di squali massacrati solo per le loro pinne per essere trasformati in una ciotola di zuppa. Le persone che hanno consapevolmente partecipato dovrebbero chinare il capo per la vergogna. Per quanto riguarda Sea Shepherd e il team guidato da Gary Stokes, dovrebbero essere ringraziati per aver esposto commercio scellerato, talvolta illegale.” ha detto Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin.

"Ben oltre trenta compagnie aeree e poco meno di una ventina di trasportatori di container ora attuano divieti al trasporto di pinne di squalo. Eppure alcune linee aeree, come la Japan Airlines e All Nippon Airlines oppongono resistenza alle buone politiche del settore e danno ancora il loro sostegno al commercio delle pinne di squalo, un settore in cui proliferano i crimini. WildAid fa appello a tutti i passeggeri di linee aeree, alle linee cargo, ai trasportatori di container così come ai corrieri espresso quali FedEx e TNT, affinché agiscano in modo sostenibile, etico – e sopratutto secondo le leggi – accertandosi del fatto che nelle loro stive non avvengano trasporti sporchi di pinne di squalo dalle loro stive." ha detto Alex Hofford, di WildAid.


Lavorare assieme per eliminare le scappatoie


Maersk, Cathay Pacific e Virgin, dopo che sono state fornite loro le prove, ora lavorano in stretta collaborazione con Sea Shepherd Global e WildAid per eliminare tutte le restanti scappatoie sfruttate dal settore del commercio delle pinne di squalo.“È in corso una completa revisione delle loro procedure di imbarco e dei meccanismi di allerta, per aiutarli ad applicare i loro bandi.” ha detto Stokes.
Tutto il commercio internazionale è monitorato e favorito dall'Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD), che gestisce una lista dettagliata dei Codici di Spedizione Armonizzati (Codici SA). Si tratta di codici a sei cifre (Hong Kong va oltre, incrementandoli a 8 cifre) che possono mostrare in dettaglio l’esatto contenuto di un trasporto di merci. Tuttavia i Codici AS, attualmente, sono solo usati per tracciare dati di import/export esclusivamente a fini statistici e le dichiarazioni doganali che vengono incluse nella pratica solo dopo che un trasporto è giunto a destinazione. Sea Shepherd Global e WildAid chiedono che il requisito dell'inserimento di documentazione commerciale sia spostata dalla fase post-trasporto alla fase pre-trasporto. Avendo disponibili informazioni precedenti al trasporto, il Dipartimento della Dogana e dei Dazi di Hong Kong potrà tracciare più efficacemente dei profili di rischio e di conseguenza applicare le leggi in maniera più mirata. L'obbligo di includere i codici AS nella pratica prima dell'arrivo a destinazione garantirebbe alle linee aeree una maggiore certezza riguardo ai contenuti precisi delle spedizioni di merci. Un tale sistema è già in uso negli Stati Uniti come efficace misura antiterroristica. Anche la Spagna applica procedure di trasporto simili e più severe, che pongono la dogana in una posizione di vantaggio rispetto agli scaltri gruppi criminosi transnazionali contro la fauna selvatica. Il Governo di Hong Kong chiede altresì al pubblico e al settore delle attività commerciali di sostenere la disponibilità di informazioni pre-trasporto, al fine di allinearsi alle pratiche più diffuse e di buona politica a livello internazionali, eppure incontra una dura resistenza dal settore commerciale.
Sea Shepherd Global ha lanciato una piena e approfondita indagine riguardante il commercio di pinne di squalo e le sue rotte di fornitura, al fine di dare un panorama più chiaro alle aziende che si occupano di spedizione, in modo tale che esse possano essere equipaggiate al meglio per affrontare la questione e concretizzare il loro impegno ad attuare politiche di spedizione sostenibili dal punto di vista ambientale.

* Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione

0-news-FinStreetUn uomo che lavora nel settore delle pinne di squalo disidrata pinne per strada a Hong Kong. Foto: Gary Stokes/Sea Shepherd Global

0-news-MaerskFins1Un uomo che lavora nel settore delle pinne di squalo scarica uno dei container di 13.7 metri della Maersk a Sheung Wan, un distretto di Hong Kong. Foto: Gary Stokes/Sea Shepherd Global

0-news-MaersjFins3Scarico una consegna di pinne di squalo trasportata inconsapevolmente da Maersk, che adotta la linea di condotta “No alle pinne di squalo”.  Foto: Gary Stokes/Sea Shepherd Global

0-news-WarehouseAll'interno di un magazzino di pinne di squalo a Hong Kong con una grande partita di pinne di squalo. Foto: Gary Stokes/Sea Shepherd Global

Traduzione Eugenio Fogli

 
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Sabato 25 Febbraio 2017

Tre pescherecci fermati in un’operazione sotto copertura attuata da Sea Shepherd Global e dal Ministero Liberiano della Difesa per fermare la pesca illegale

 

Da tre settimane l’organizzazione per la conservazione marina Sea Shepherd pattuglia in segreto le acque della Repubblica della Liberia nell’Africa Occidentale nell'ambito di un’operazione sotto copertura tesa a contrastare la pesca illegale, non riportata e non regolamentata (INN). In collaborazione con il Ministero della Difesa Liberiano, con il coordinamento dell’Onorevole Ministro Brownie Samukai, la nave di Sea Shepherd MY Bob Barker , sta pattugliando la costa liberiana, sotto il comando del Capitano Fraser Hall, con un equipaggio di 20 persone, dieci marinai della Guardia Costiera liberiana con l’autorità di abbordare, ispezionare e fermare le navi che violino le leggi liberiane e due consulenti marittimi e conservazionisti, di nazionalità israeliana, che forniscono assistenza riguardo all'addestramento.

La campagna, chiamata Operazione Sola Stella, ha già portato all’arresto di tre pescherecci INN attualmente trattenuti presso la base della Guardia Costiera liberiana a Monrovia.

“Volevamo mantenere la segretezza dell’operazione per le prime settimane , agendo con la copertura delle tenebre in modo da poter cogliere di sorpresa il maggior numero possibile di imbarcazioni” ha detto Peter Hammarstedt, leader della campagna. “Elogiamo l'Onorevole Ministro della Difesa Nazionale per la sua granitica risoluzione nel dare priorità ai crimini legati alla pesca e nel consegnare alla giustizia i bracconieri.”

Più di 50 violazioni delle leggi liberiane e regolamenti marittimi sono state scoperte durante l’ispezione dei tre pescherecci dal Senegal, della Cina e del Ghana. Esse includevano il fatto di pescare senza permessi, di agire senza la documentazione relativa alle imbarcazioni, la pesca in zone dove sussistono restrizioni, la sistematica dichiarazione inferiore alla realtà per quanto riguarda il pescato, la tentata corruzione di un ufficiale della Guardia Costiera liberiana, e la presenza di lavoratori privi di passaporti che vivevano in condizioni contrarie alle norme igieniche. (Segue una descrizione dettagliata delle navi fermate).

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Giovedì 23 Febbraio 2017

La nave di Sea Shepherd Steve Irwin completa il pattugliamento del Santuario delle balene dell'Oceano Meridionale

DSC 9004La Steve Irwin ormeggiata a Dunedin. Foto:Jeff Hansen

Oggi la Steve Irwin è ritornata a Dunedin, in Nuova Zelanda dopo aver completato la sua missione di difesa delle balene, partecipando all'11ma campagna  antartica di Sea Sehpherd, Operation Nemesis.

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Sabato 18 Febbraio 2017

Aggiornamento su Operazione Milagro III: La giornata dei delfini morti

0news-170218-1-5-CC-Net-markings-around-the-head-of-dead-dolphin-1000wSegni di rete attorno alla testa di un delfino morto Foto: Carrie CervantesL’11 febbraio, tre giorni prima della giornata internazionale dell’Amore per i Delfini, Sea Shepherd ha rinvenuto 11 carcasse di delfini che fluttuavano tra la MV Sam Simon e la Farley Mowat nelle acque del Mare di Cortez, Messico. Almeno 2 di loro presentavano segni di morte violenta, con tracce evidenti di ferite da taglio o pinne brutalmente mozzate dai pescatori per rimuoverli velocemente dalle loro reti.

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