Operation No Compromise
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Mercoledì 16 Febbraio 2011 21:00

A prima vista

Sara Keltie

Sara Keltie
Mozzo, Bob Barker

La ricerca della Cetacean Death Star è cominciata per me sei mesi fa quando ho impacchettato la mia vita nella borsa che ho portato con me sulla Bob Barker a Hobart. Sono stati mesi di togliere la ruggine, verniciare, saldare e sostituire i vestiti con jeans strappati e vecchie e sporche magliette di Sea Shepherd, facce ricoperte di olio e mani secche e spaccate prima di salpare all’inizio di dicembre. Da quel momento ho creduto che sarebbe stato facile. Tutto ciò che dovevamo fare era salpare verso l’Oceano Antartico e fondamentalmente andare a sbattere contro la flotta dei balenieri. Quanto poteva essere difficile?

Sono stati due mesi di ricerca, essere inseguiti dalle navi arpionatrici e tempeste nell’Oceano Antartico fino a quando il giorno che abbiamo ardentemente desiderato è arrivato. Non nego che avevo cominciato ad avere paura che non avremmo mai affondato la Nisshin Maru. La mia unica rassicurazione veniva dalla convinzione che i Capitani della nostra flotta dovevano di certo saperne più di noi, sapevano quello che stavano facendo e nonostante gli ostacoli sul nostro cammino, avevamo fiducia che li avremmo superati. Il 9 febbraio la mia fede, e quella degli altri componenti dell’equipaggio e i sostenitori di Sea Shepherd in tutto il mondo, si dimostrò non essere vana. La veloce dall’aspetto fragile Gojira ha trovato il mattatoio galleggiante.

Erano le 4 del mattino del 10 febbraio quando ero sulla prua della Bob Barker ed ho visto, per la prima volta, l’infame mostro. E’ stato come se una parte di me non credesse che una tale bestia potesse esistere, che fosse semplicemente una creatura finta, un’entità mitologica delle favole inventata da narratori creativi per colpire con la paura il cuore dei cittadini compassionevoli del pianeta. Sicuro che questa cosa non esista davvero? Di certo non viviamo in un mondo dove le persone viaggiano verso le estremità più remote del pianeta semplicemente per compiere un tale gesto di crudeltà. Di certo nessuno si avventurerebbe in questi segmenti puri e sacri della terra per vedere i più gentili ed intelligenti esseri viventi del Pianeta, e vederli come nient’altro che un pezzo di carne.

Mi si è un po’ spezzato il cuore a vedere la Nisshin che ci ha sorpassato in questa parte del mondo che tutti dobbiamo arrivare ad amare ed apprezzare molto. Guardando l’alaggio, dove le vittime di questa industria erano inghiottite per essere scannate, sono stata riempita da una straordinaria giustapposizione di emozioni; rabbia sapendo dove questo alaggio conduce, ma anche l’insormontabile gioia che altre balene non saranno più portate lì per la parte rimanente di questa stagione di cosiddetta caccia alla balena. Siamo qui adesso, e le balene sono finalmente salve. Se gli assassini faranno tentativi vani di massacrare una balena e portare il suo corpo su questo alaggio, posso assicurarvi che potranno solo provarci una volta perché faremo tutto ciò che è in nostro potere per assicurarci che non siano in grado di farlo. Questi bruti non avranno più benefici dall’assassinio di questi animali spettacolari.

Si, una mostruosità galleggiante potrebbe dirigersi nelle acque verso la nostra prua,  ma sotto i nostri piedi c’è una nave che sostiene tutto ciò che non sostiene la Nisshin. L’equipaggio della Bob Barker ha una passione ed una determinazione che non possono esistere sulla Nisshin o su nessun’altro delle loro navi arpionatrici perché, a differenza dei balenieri, siamo spinti da qualcosa di più dell’amore per il super dollaro. Prendiamo coraggiosamente posizione, potenziati dall’amore per questa terra, dalla compassione per i nostri co-abitanti, dal nostro rispetto per tutte le vite sulla terra. Posso guardare sulla Nisshin adesso senza paura perché non c’è niente che possono fare che ci possa fermare dal combattere per ciò in cui crediamo. L’unica cosa che potrebbe spaventarmi adesso sarebbe se questa mostruosità stesse navigando quaggiù libera. Una baleniera nel Santuario delle Balene dell’Oceano Antartico  è una cosa ripugnante ed orribile! Ma una baleniera con una nave di Sea Shepherd a poppa non è niente di cui avere paura, è qualcosa da celebrare.

Traduzione a cura di Maddy Affinito

 

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