Operation No Compromise
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Read accounts from the ships' crews in Antarctica during the campaign.
 
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Martedì 01 Marzo 2011 09:00

From the High Seas

Megan Fitze
Deckhand, Steve Irwin

Megan FitzeIt’s a great feeling being back onboard the Steve Irwin, being with familiar friends and faces, making new friends, and settling back into the routine of deckhand. Having our daily routine of maintenance, boat training, cleaning, etc. is great as we work like a well oiled machine, increasing trust in each other, and working great together so when it comes to deploying the small boats, we are ready, and it all goes very smoothly, and safely, which is extremely important especially in these freezing, rolling seas.

I’ve had to take a few deep breaths since being here on campaign. One, purely for the fact that it’s a privilege to be a part of this campaign and it’s something I have wanted to do for a long time…to be able to do that much more. Coming to Antarctica, seeing this amazing, wonderful part of the earth, growing up in Hobart, Tasmania, we see, hear, and learn a great deal about Antarctica and it’s somewhere I have always been drawn to and fascinated by. And thirdly, leaving my son, my 5-year-old Harrison, knowing I would be missing his first day of school.

He and I discuss marine conservation a great deal and he said he’ll miss me but wants me to help save the whales and everything down here, especially “Mumble Penguin” (from Happy Feet). So with his blessing and enthusiasm I have joined the crew for Operation No Compromise!

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Lunedì 28 Febbraio 2011 09:00

Un pensiero finale dalla cucina vegana di bordo della Bob Barker

Merilee Nyland
Capo Cuoco,  Bob Barker

Merilee Nyland

La Bob Barker si dirige verso casa! Verso Hobart. Verso i sostenitori. Verso gli amici. Verso la famiglia. Verso la fine della caccia alla balena!!!

Sono grata per una campagna di successo. Non vedo l’ora di tornare a casa orgogliosa e valorosa – ancora avvilita da tre mesi in mare. Questa è la nave di Sea Shepherd che è rimasta più a lungo in mare senza rifornimento - creando quasi una sfida per la cucina. Ciò con cui abbiamo lasciato il porto è tutto ciò che abbiamo avuto per sostentarci durante la nostra dura campagna di tre pasti al giorno, per 36 persone.

Quando guardo indietro al primo blog che ho scritto quando stavamo lasciando Hobart, non posso fare altro che ridere nostalgicamente per la nostra abbondanza! Abbiamo riempito di cibo ogni centimetro di frigorifero e dispensa. Adesso, i nostri frigoriferi appaiono così: VUOTI. Stiamo mangiando dal fondo dei congelatori. Stiamo razionando i rimanenti barattoli di frutta e vegetali. E’ spiacevole da dire, il minimo. Ma i nostri menu sono creativi e i nostri spiriti in cucina rimangono alti. I pasti continuano ad arrivare. L’equipaggio continua a riunirsi. E i piatti vengono puliti e gli stomaci sono sistemati.

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Domenica 27 Febbraio 2011 09:00

Niente di estremo riguardo a la compassione e l’azione

Sara Keltie

Mozzo, Bob Barker

Sara Keltie Il Dot. Martin Luther King una volta ha detto “Il mondo ha bisogno di estremisti creativi”.

Quando l’ho letto all’inizio di quest’anno, è stata la prima volta che ho osservato la parola “estremista” usata in tono positivo. Quindi quando la parola è arrivata ad avere una connotazione così negativa? Sembra che una volta la maggioranza delle persone  smetteva di preoccuparsi di queste questioni per agire direttamente in prima persona, poi la pigrizia e l’apatia sono diventati la norma e così improvvisamente entusiasmo, preoccupazione e azione hanno cominciato ad essere considerati un comportamento estremo.

Fino a quando la stragrande maggioranza della popolazione umana rimarrà oziosamente indifferente davanti ad atrocità come il massacro di massa delle balene, quelli che scelgono di fare qualcosa saranno sicuramente considerati diversi, e che pensiero triste è questo. Piuttosto che sederci sui nostri divani a guardarlo ai telegiornali e sentirsi depressi, abbiamo invece preso la decisione di impacchettare le nostre borse e le nostre vite e dirigerci alle estremità del mondo per prendere misure dirette nell’opporci a ciò che non ha posto in un mondo moderno e compassionevole.

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Sabato 26 Febbraio 2011 09:00

The Girl’s Cabin, aka the Hen-Den

Fiona McCuaig
Quartermaster/Rescue Swimmer, Bob Barker

Fiona McCuaigThe morning alarm sounds and I fumble around to try and find it somewhere hidden between the many layers of my Antarctic bedding. This particular morning, I can’t find it. After a minute of frustration, I pop my head over the side of the bunk to see if I’ve stirred any of the other girls in the cabin. “Sorry,” I whisper. I can’t see a thing - it’s pitch black in the 'Hen-Den,' not a shred of light penetrates three decks below, and not a lot of fresh air for that matter.

I turn on my bed light and look around the cabin to check the status of my roomies; there is not a lot of movement. Sharing a cabin with five girls for four solid months could resemble something of a nightmare, but the acceptance of the little privacy and constant noise becomes the norm, and only leaves room for laughs.

I finally locate my alarm in the bed, wedged annoyingly in the corner of the duvet cover. The morning then starts out like any other. I lie in snooze-button position on my back for 10 minutes, listening to Rosie rummage around the cabin, only slowing pace to open the bathroom door which is located 15 centimetres from my head (Rosie admits she still wakes up at 5 am, thinking she has to get up and walk her two English bulldogs before the rise of the hot South African sun).  ”Morning Feeeeee,” she says in her cheery voice as I stick out a few fingers lethargically in an attempt to wave. She’s one of those “morning-people,” something that I’ve convinced myself is part of one’s genetic makeup and unlikely for me to suddenly acquire.

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Martedì 22 Febbraio 2011 09:00

Gli alti e bassi della vita in mare

Grant Meikle
Tecnico, Gojira

Attualmente ci stiamo dirigendo a nord, fuori dal Santuario delle Balene dell'Oceano Antartico. Mi sento molto fiero di essere parte di quella che è stata la nostra campagna coronata da maggior successo di tutti i tempi. Sapere che la flotta baleniera giapponese si è ritirata e sta tornando a casa ha dato un senso ai sacrifici personali che abbiamo fatto come equipaggio.

Per me la campagna ha avuto inizio a Hobart ed è stata una sorta di ottovolante emotivo, con le fasi positive rappresentate dal fatto che abbiamo fatto sì che la Yusshin Maru N. 3 si bloccasse in acqua, dal fatto di trovare la Nisshin Maru e di rimanerle incollati fino a che la Bob Barker l'ha raggiunta. L'aspetto negativo è che mia madre è morta mentre mi trovavo coinvolto nella campagna.

Ora che ho vissuto l'esperienza di essere parte dell'equipaggio, avrò solo il più profondo rispetto per chiunque sottragga del tempo alla propria vita per difendere quello in cui crede. È stato un passo enorme al di fuori dai limiti entro cui mi sento a mio agio. Trovarsi in mare è un mutamento rilevante nel proprio ambiente, dalle abitudini per quanto riguarda il sonno, al cibo, e in generale alle comodità. Quando mia moglie ha chiesto a mio figlio Jake, che ha 8 anni, se andava bene che il papà andasse via per un periodo lungo, lui ha risposto "Mi mancherà, ma è il suo sogno", e questo riassume molto bene quello che provo.

 
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Venerdì 18 Febbraio 2011 05:00

Attraverso l'Antartico

Andrea Gordon
Responsabile di bordo, Bob Barker

Andrea GordonIl nostro viaggio epico verso est, che ci ha portato a circumnavigare metà dell'Antartide, ha avuto bruscamente fine questa mattina quando la Nisshin Maru ha invertito la rotta e ha iniziato a dirigersi verso ovest. Eravamo quasi allo Stretto di Drake, che ci avrebbe portato a oltrepassare l'America del Sud. Sono stupefatta dalla distanza che i balenieri hanno percorso nel tentativo di seminarci: intorno a metà dell'Antartide e ora di nuovo verso il punto da cui erano partiti. Ora il nostro inseguimento monumentale continua verso ovest.

Questo viaggio attraverso l'Antartico attraverso il Mar di Amudsen si svoge in un territorio sconosciuto per le navi di Sea Shepherd. In un certo senso questa zona del mondo trasmette una sensazione diversa. Mentre ci trovavamo vicino alla costa, abbiamo visto iceberg dovunque, iceberg sorprendentemente diversi: bianchi, turchesi, a punta, rotondi, piatti e a strati. La natura mette in mostra tutti i suoi antichi capolavori, qui. Mi chiedo se i balenieri apprezzino questa incredibile bellezza quanto noi. Stanno scattando fotografie panoramiche? Alcuni di loro lo vedono come qualcosa di diverso oltre che un posto dove massacrare le ultime balene? Devo pensare che questo sia vero per alcune delle persone a bordo delle navi baleniere. Sembra impossibile non essere toccati da un posto di tale squisita bellezza.

Recentemente abbiamo avvistato terra per la prima volta da più di 60 giorni! Una giornata di sole ha lasciato il posto a una splendida, serena notte antartica, in cui il cielo, nel momento in cui è diventato più scuro, ha assunto i colori di un tramonto rosa, viola e blu. In lontananza, sopra il tavolato di ghiaccio bianco, si elevava il Monte Siple. Anche se aveva la china gentile di una collina, la montagna torreggiava comunque sopra al tavolato di ghiaccio, con i suoi 3.048 metri. Ho provato reverenza davanti al paesaggio spettacolare, ed è ancora meglio con la Nisshin che naviga davanti a noi e non può sfuggirci.

Siamo lontani dal porto più vicino, molto più vicini al Cile che all'Australia. Ci troviamo quasi direttamente a sud di San Francisco. Ogni miglio in più che percorriamo è un miglio in più che allontana i balenieri da quello che hanno proclamato come proprio territorio di caccia. Dovunque i balenieri andranno, noi li seguiremo.

 
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Venerdì 18 Febbraio 2011 03:00

La strada che mi ha portato nell'Oceano Antartico

Jeffrey Milstein
Ufficiale addetto alla sicurezza, Steve Irwin

Jeffrey MilsteinSono cresciuto in una fattoria non attiva, di impronta storica, circondato da alberi, animali selvatici e campi di grano. Fin da quando ero molto piccolo, i miei genitori mi hanno trasmesso l'amore per la natura e tutte le creature.

Alcuni dei miei ricordi più cari di quando ero bambino sono quelli dell'occasione in cui io e mio padre abbiamo salvato una volpe da una trappola nei boschi, e di quando ho aiutato ad allevare dei coniglietti che non avevano più la mamma. Li ho cresciuti fino a quando sono arrivati al punto di poter sopravvivere da soli e io ho potuto rimetterli in libertà. Ricordo anche di aver passato alcune ore ogni giorno a osservare una famiglia di marmotte americane, fino a che, un giorno, uno dei loro piccoli si è avvicinato a me e mi si è letteralmente arrampicato in braccio. Mi ricordo di aver provato una sensazione così incredibile al pensiero che si sentissero tanto a loro agio da avvicinarsi a me e permettermi di coccolarle. Quella sensazione è durata solo per poco, naturalmente, solo fino a quando ho sentito il ringhio spaventato della madre, che era decisamente grossa e arrabbiata con me. Mi ha inseguito fino alla porta di casa. È addirittura rimasta sotto il portico alcune ore ad aspettare che uscissi.

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Venerdì 18 Febbraio 2011 02:20

Espressionismo in mare

Howie Cooke
Timoniere, Steve Irwin

Howie CookeOltre a prestare servizio come timoniere e a volte come mozzo a bordo della Steve Irwin, essendo un pittore ho anche assunto il ruolo di artista di bordo, producendo dei cartelli a seconda delle necessità (anche Chad fa questo), decorando il diario di bordo della nave e creando una vignetta ogni giorno per la bacheca dell'equipaggio.

Disegnare vignette è un modo divertente di raffigurare la vita a bordo e la crudele stupidità della baleneria attraverso gli occhi dell'equipaggio, degli animali, degli iceberg e della pianta di basilico di bordo, Basileco. 

È un onore far parte della flotta di Sea Shepherd e del nostro grandioso equipaggio internazionale, composto da persone che amano la vita e che profondono il loro impegno con passione, uniti dallo stesso obiettivo: bloccare gli assassini delle balene e scacciarli dal Santuario delle Balene dell'Oceano Antartico.

Le meraviglie e la fauna dell'Antartide hanno indotto in noi un senso di reverenza e siamo più risoluti che mai a vedere la baleneria schiacciata per sempre e a vedere questo splendido ambiente selvaggio preservato per il futuro.

Sono ugualmente onorato di rappresentare Surfers for Cetaceans e il sostegno che la comunità globale dei surfisti dà all'ideale del Capitano Paul Watson di protezione diretta e libertà per le balene e il loro mondo oceanico.

Traduzione della vignetta a sinistra: Baselico, proveniente dall'Italia, fa domanda per essere parte della campagna antartica. "Allora, sei pronto a essere mangiato per la causa?"

Adattamento della vignetta a destra: "OK, ragazzi, quando la flotta giapponese arriva, noi ci avviciniamo, e che nessuno perda la propria freddezza!"

Clickate sulle immagini per vederle in dimensioni reali

Howie Cook cartoon 1 Howie Cookie cartoon 2
 
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Mercoledì 16 Febbraio 2011 23:00

Blu infinito

Georgie Dicks
Timoniere, Steve Irwin

Georgie DicksLa Steve sta rollando e beccheggiando in un mare infinito accanto a degli albatri che planano senza sforzo e che si trovano totalmente a loro agio nei loro vagabondaggi pelagici attraverso il vasto e imprevedibile Oceano Antartico. La nostra nave accoglie una vasta gamma di persone che hanno ogni tipo di esperienza e nazionalità, e tutti loro condividono la stessa passione per gli oceani e un ardente legame con gli esseri viventi che vivono in essi.

Mi sento onorata di essere un membro dell'equipaggio di Sea Shepherd e ho sognato di poterlo essere per anni. Nutro una passione per gli oceani da quando riesco a ricordare, e amo fare immersione. Sono in plancia al mattino e sul ponte al pomeriggio. Il rollio della nave è molto confortante, sapere che stiamo facendo un'enorme differenza è fantastico.

L'Antartide è una terra selvaggia di templi fatti di iceberg nell'Oceano Antartico, dove le foche, i pinguini e altri uccelli si possono radunare e riposare prima di avventurarsi nel blu infinito. Sono proprio a casa loro in questo mondo di ghiaccio, perfettamente adattati all'ambiente gelido, mentre noi ci avvolgiamo in indumenti caldi e fissiamo questi animali, sentendoci affascinati e stupefatti, con una o due lacrime indisciplinate che ci scorrono lungo le guance, mentre ci sentiamo pieni di speranza e felicità.

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