Operation No Compromise
Crew Blog
Stampa
Domenica 27 Febbraio 2011 09:00

Niente di estremo riguardo a la compassione e l’azione

Sara Keltie

Mozzo, Bob Barker

Sara Keltie Il Dot. Martin Luther King una volta ha detto “Il mondo ha bisogno di estremisti creativi”.

Quando l’ho letto all’inizio di quest’anno, è stata la prima volta che ho osservato la parola “estremista” usata in tono positivo. Quindi quando la parola è arrivata ad avere una connotazione così negativa? Sembra che una volta la maggioranza delle persone  smetteva di preoccuparsi di queste questioni per agire direttamente in prima persona, poi la pigrizia e l’apatia sono diventati la norma e così improvvisamente entusiasmo, preoccupazione e azione hanno cominciato ad essere considerati un comportamento estremo.

Fino a quando la stragrande maggioranza della popolazione umana rimarrà oziosamente indifferente davanti ad atrocità come il massacro di massa delle balene, quelli che scelgono di fare qualcosa saranno sicuramente considerati diversi, e che pensiero triste è questo. Piuttosto che sederci sui nostri divani a guardarlo ai telegiornali e sentirsi depressi, abbiamo invece preso la decisione di impacchettare le nostre borse e le nostre vite e dirigerci alle estremità del mondo per prendere misure dirette nell’opporci a ciò che non ha posto in un mondo moderno e compassionevole.

Lo facciamo per una ragione pura e semplice: deve semplicemente essere fatto! Il pianeta è in uno stato di estremo pericolo, gli oceani sono alla minaccia estrema di collasso, e i diplomatici del mondo sono stati estremamente negligenti nel bisogno di proteggere le grandi balene dell’Oceano Antartico. Quindi, la responsabilità è ricaduta su di noi, gli individui che riconoscono che questi sono tempi estremi.

Traggo grande conforto dalla profonda convinzione che un giorno, magari non troppo lontano, non saremo soli in questa battaglia e che la battaglia per proteggere le balene e di conseguenza i nostri oceani ed il nostro pianeta, sarà la battaglia combattuta da tutti. Verrà un tempo in cui le persone non saranno così sbalordite all’idea di un gruppo di persone che tolgono tempo alle loro vite verso severe condizioni meteorologiche e mettono a rischio le proprie vite ( imperterriti e non retribuiti) in cambio della protezione della vita degli altri. La mia consolazione è nella speranza che questo sacrificio e queste priorità diventeranno la norma. Non ci sarà nulla di estremo nell’interessarsi più delle grandi cose che del beneficio personale, l’azione personale nell’interesse delle questioni che ci stanno a cuore saranno azioni ordinarie. Non ci sarà niente di speciale o unico sui volontari di Sea Shepherd perché i nostri sforzi saranno una semplice riflessione sulle azioni intraprese dagli altri, in tutto il mondo.

La cosa più ispirante dell’essere coinvolti con Sea Shepherd è che ho realizzato velocemente che i miei pensieri non erano così  anticonformisti come credevo una volta. Ci sono molte più persone lì fuori che hanno a cuore il nostro pianeta e i nostri co-abitanti di quanti abbia mai immaginato, ed incontrare così tante persone con questa mentalità è stata per me una grande ispirazione. Sulle navi di Sea Shepherd non c’è niente di “estremo” riguardo all’essere preoccupati per la salute del nostro pianeta, niente di estremo nel prendere posizione per chi è indifeso, al contrario è considerata la cosa più normale al mondo. Proprio come dovrebbe essere!

Siamo meno di 100 su queste tre navi di Sea Shepherd, ma abbiamo una quantità di fratelli e sorelle a riva che combattono questa battaglia con noi, con la stessa passione e determinazione.

La minaccia al nostro pianeta è una condizione che ci affligge tutti, quindi la responsabilità è equamente divisa tra tutti noi. Questi sono tempi estremi, e chiedono individui creativi e compassionevoli.

Traduzione a cura di Maddy Affinito

 

Donate Now
Campaign Blog
Photo Gallery
The Fleet