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Lunedì 14 Febbraio 2011 05:26

Concretizzare i sogni di tutta una vita

Aisha Reynolds
Mozzo, Steve Irwin

Aisha ReynoldsEra il 1983 e io, che avevo sette anni, avevo deciso di diventare strettamente vegetariana e verbalizzavo molto frequentemente i miei ragionamenti di carattere etico con chiunque incontrassi. Era l'epoca in cui i miei coetanei mettevano orgogliosamente adesivi di Madonna, Kylie Minogue e Mio Mini Pony sui cestini del pranzo. Sul coperchio di plastica del cestino che conteneva le mie delizie vegetariane, però, c'era un adesivo che raffigurava una foca della Groenlandia. La foca della Groenlandia era innocente, un semplice cucciolo che se ne stava pigramente nell'ambiente incontaminato delle calotte polari ghiacciate. Ma il cucciolo di foca era morto. Un cacciatore lo aveva percosso a morte con violenza, usando una mazza, facendo fuoriuscire un flusso minaccioso di sangue rosso scuro che macchiava il ghiaccio bianco.

Il poster che era appeso nella mia camera, però, era quello di una foca della Groenlandia che era stata salvata da questo destino dal Capitano Paul Watson. I suoi dolci occhi neri mi guardavano ogni notte mentre dormivo, supplicandomi di aiutarlo e di essere compassionevole. Questa immagine è stata la mia prima introduzione alle azioni della Sea Shepherd Conservation Society.

Da allora la mia vita ha percepito il peso della nostra responsabilità quali esseri umani di essere una voce per chi non ha voce, ogni giorno. Ho tramutato in azione questa filosofia profondamente radicata in vari modi, quello più recente è stato di prestare servizio, negli ultimi quattro anni, come operatrice volontaria di salvataggio per la fauna e centralinista per una struttura di riabilitazione, aperta 24 ore su 24, gestita da  Wildlife Victoria in Australia. Quando, due anni fa, sono riuscita ad ottenere un impiego retribuito a tempo pieno presso Wildlife Victoria, ho visto le conseguenze dirette dell'esistenza umana e delle azioni distruttive sulla nostra fauna e sul nostro ambiente. In qualità di direttrice di un servizio telefonico attivo 24 ore su 24 e che copre tutto lo stato, mirato ad aiutare animali ammalati, feriti o rimasti orfani, il mio staff di 15 persone rispondeva a circa 500 telefonate al giorno.

Lo scorso anno ad agosto mi è stata offerta la possibilità di trasferirmi sulla Bob Barker, che era ormeggiata a Hobart, in Tasmania, per aiutare a preparare la nave per la campagna chiamata Operazione Finalmente avevo la possibilità di partecipare in un tentativo di prevenire proattivamente la sofferenza e il massacro mediante l'azione diretta. Dopo quasi quattro mesi di lavoro, tra il più duro che abbia mai svolto, rimuovendo la ruggine, molando, dipingendo e pulendo furiosamente, ho avuto l'onore di far parte delle squadra che ha potuto dichiarare che la Bob era finalmente pronta a ritornare all'Oceano Antartico. Ma non c'era spazio sulla Bob Barker perché io potessi unirmi alla battagia durante la prima parte della campagna e, mentre guardavo la mia grossa casa nera che si allontanava da me in mare, ho pianto di paura per la sicurezza della mia nuova famiglia.

È ancora surreale per me accettare che una cuccetta si sia resa disponibile all'ultimo minuto a bordo della Steve Irwin per la seconda parte della campagna, perché uno dei sogni di tutta una vita ora è la mia realtà. Ora, il quarto giorno del mio viaggio verso l'Antartide in qualità di mozzo, la mia eccitazione travolgente non ha lasciato posto per la paura di quello che mi aspetta. Mentre ogni giorno che passa porta venti più gelidi e onde immense che si schiantano sulla prua, non c'è comunque altro luogo al mondo dove preferirei essere in questo momento, e non c'è nulla che riesca a immaginare di fare piuttosto che esere uno degli 88 membri dell'equipaggio di Sea Shepherd che combattono per ogni balena in questo inospitale tratto di oceano.

 

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