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La Storia di Sea Shepherd Conservation Society e la caccia alle balene

Sea Shepherd Conservation Society è stata l’Organizzazione salva-balene più aggressiva e di maggior successo al mondo.

Salvare balene è quello che facciamo meglio e quello per cui siamo più famosi. Il nostro approccio è stato semplice e lineare.

Nel 1977, Sea Shepherd fu fondata come un’Organizzazione per intervenire e far rispettare le leggi internazionali di conservazione a protezione delle specie selvatiche marine. In altre parole, noi non protestiamo contro la caccia alle balene – noi ci opponiamo alle attività baleniere illegali.

I nostri oppositori sono criminali coinvolti in attività illegali.


foto di Marc Votier


Seguiteci nel nostro viaggio ultra trentennale per salvare le balene in tutto il mondo. Scorrete la cronologia delle nostre Campagne per le Balene (di seguito) che illustra con parole e immagini le azioni di Sea Shepherd per salvare le balene. La lotta va avanti…

Cronologia dal 1975 ad oggi...

La storia dei nostri sforzi per difendere le balene va indietro al 1975, quando il Capitano Paul Watson era Primo Ufficiale durante il primo viaggio di Greenpeace per proteggere le balene. Nel giugno del 1975, il Capitano Watson e Robert Hunter furono le prime persone della storia a rischiare le proprie vite per proteggere una balena quando salirono su un piccolo Zodiac per bloccare gli arpioni mortali della flotta baleniera Sovietica.

Paul Watson esamina una balena uccisa dai balenieri russi. Egli misurò la balena e stabilì che era sottotaglia secondo le normative delle International Whaling Commission

Paul Watson esamina una balena uccisa dai balenieri russi. Egli misurò la balena e stabilì che era sottotaglia secondo le normative delle International Whaling Commission

Paul Watson drives the Zodiac as photographer steadies himself to take a picture of the Russian whalers, 1975

Paul Watson guida lo Zodiac mentre il fotografo si stabilizza per scattare una fotografia ai balenieri russi, 1975

E’ qui che Paul Watson ebbe il suo famoso incontro con un capodoglio in fin di vita, un incidente che lo ha ispirato e portato a diventare uno dei più appassionati difensori di balene della storia. Durante questo confronto con i balenieri russi, un capodoglio arpionato in fin di vita scivolò oltre la piccola imbarcazione di Paul. Paul riconobbe un barlume di comprensione nell’occhio di questa balena. Sentì che essa sapeva cosa stavano cercando di fare. Egli guardò il magnifico leviatano spostare il proprio corpo lontano dalla sua barca e scivolare sotto le onde per poi morire. I pochi secondi in cui guardò nell’occhio di questa balena morente cambiarono la sua vita per sempre. Egli promise di diventare un difensore delle balene e di tutte le creature dei mari per la vita.

Paul Watson and Roberta Hunter in Zodiac - Soviet whaler in background, 1976.

Nel 1976 Watson partecipò al viaggio di Greenpeace per intercettare di nuovo la flotta Sovietica e nell’estate del 1977 aiutò nella preparazione della nave di Greenpeace Ohana Kai per intercettare ancora una volta la flotta.

1977

Fu nel 1977 che Paul Watson lasciò Greenpeace, l’Organizzazione che aveva co-fondato, per fondare un diverso tipo di Organizzazione conservazionista.

Quello stesso anno, fu fondata Sea Shepherd Conservation Society per concentrarsi sulle specie marine selvatiche e per intervenire contro le attività illegali in alto mare.

The former UK trawler, the Westella, becomes Sea Shepherd's first flagship

Il primo peschereccio del Regno Unito, il Westella, diventa la prima ammiraglia di Sea Shepherd.




Captain Paul Watson onboard Sea Shepherd's first flagship. The Fund for Animals name is painted on the smokestack as a tribute to Cleveland Amory and the Fund for their financial assistance in the purchase of the vessel.

Il Capitano Paul Watson a bordo della prima nave ammiraglia di Sea Shepherd. Il nome Fund For Animals è dipinto sul fumaiolo come omaggio a Cleveland Amory e al Fondo per la loro assistenza finanziaria per l'acquisto della nave.

To prevent the ship from being converted into a whaling vessel, Captain Watson and engineer Peter Woof scuttle the Sea Shepherd in Leixoes harbor.

Per evitare che la nave venga convertita in baleniera, il Capitano Watson e l'ingegnere Peter Woof affondano la Sea Shepherd nel porto di Leixoes.


1978

Nel 1978, con l’aiuto della Cleveland Amory e del Fund For Animals, Paul Watson acquistò un peschereccio in Inghilterra che chiamò Sea Shepherd.

La prima Campagna di Sea Shepherd portò per la prima volta una nave nei banchi di ghiaccio del Golfo di S. Lawrence per opporsi al massacro di cuccioli di foca della Groenlandia.

La seconda Campagna aveva come obiettivo la baleniera pirata più famosa al mondo – la Sierra.

Questa nave baleniera, registrata a Cipro con a bordo Ufficiali norvegesi ed equipaggio di nazionalità mista, operava nell’Est Atlantico, dal Portogallo all’Angola.

1979

Paul Watson decise di dare caccia alla Sierra e porre fine alla sua carriera. Nel giugno del 1979 partì da Boston, Massachusetts, proprio per fare ciò.

Il 16 luglio 1979, la Sea Shepherd trovò la Sierra e la inseguì fino all’interno del porto di Leixoes. Il Capitano Watson speronò due volte la Sierra in porto, squarciando lo scafo con un’apertura sulla linea di galleggiamento, e costringendola a restare in porto per le riparazioni. Dopo aver speso un milione di dollari in riparazioni non coperte da assicurazione, la Sierra venne affondata da attivisti di Sea Shepherd nel porto di Lisbona, Portogallo, il 6 febbraio 1980. Sea Shepherd mandò definitivamente in pensione la baleniera pirata e le impedì di prendere altre balene.

1980

Nell’aprile del 1980, l’agente Al “Jet” Johnson di Sea Shepherd affisse per tutto il lungomare di Las Palmas, Isole Canarie, cartelli in cui Sea Shepherd offriva una taglia di 25.000 dollari sulla baleniera fuorilegge Astrid. I proprietari dell’Astrid non si fidavano del proprio equipaggio, perciò decisero di mandare la nave in pensione.

Quello stesso mese, attivisti di Sea Shepherd affondarono due baleniere spagnole nel porto di Vigo, Spagna (Ibsa I e Ibsa II), dopo che la Spagna si era rifiutata di rispettare le leggi sulle quote delle balenottere.

Sempre nel 1980, lavorando in collaborazione con il Governo del Sud Africa, Sea Shepherd aiutò a sequestrare le baleniere pirata Susan e Theresa. La navi furono prese in mare e deliberatamente affondate dalla Marina Sudafricana.

Nel giro di un anno, dopo una dozzina di anni di fallimenti da parte dell’International Whaling Commission, Sea Shepherd pose fine con successo a tutte le operazioni di caccia pirata alla balena nel Nord Atlantico. L’IWC non ha nessuna divisione che si occupi di assicurarsi che le sue leggi siano rispettate.

Avevamo messo sei baleniere fuori uso ma avevamo anche perso la Sea Shepherd, che ci fu sequestrata da un giudice senza un’udienza o un processo, dopo che questi aver ricevuto una tangente dai proprietari della Sierra. Per evitare che venisse convertita in baleniera, il primo di gennaio del 1980, il Capitano Paul Watson affondò la sua stessa nave nel porto di Leixoes.

Nel novembre del 1980, Sea Shepherd Conservation Society acquistò un secondo peschereccio inglese, e lo chiamò Sea Shepherd II.

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1981

Nel 1981, la prima missione della Sea Shepherd II fu quella di attraversare l’Atlantico dalla Scozia, andare a Sud, attraversare il Canale di Panama fino al Pacifico e al Mare di Bering.
Fu qui che, nel mese di luglio, il Capitano Paul Watson guidò una squadra a terra su una spiaggia vicino alla cittadina siberiana di Lorino, dove con successo venne documentata l’attività di caccia illegale alle balene.

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Il Capitano Watson ritornò negli Stati Uniti con le prove delle violazioni sovietiche, che furono consegnate al Congresso.

Nonostante un drammatico confronto con la Marina Sovietica, la squadra di Sea Shepherd riuscì a portare indietro la documentazione.

1985

Nel 1985, la Sea Shepherd II fu la prima nave conservazionista ad intervenire contro il massacro di massa di globicefali nelle danesi Isole Far Oer. Il Capitano Paul Watson e il suo equipaggio incontrarono il Primo Ministro delle Isole e lo avvisarono del fatto che Sea Shepherd Conservation Society stava lanciando una Campagna per opporsi al massacro illegale di globicefali portato avanti dai faroesi.

1986

Nel luglio del 1986, la Sea Shepherd II partì dalle danesi Isole Far Oer per documentare e ostacolare la caccia “sportiva” ai globicefali. Il Capitano Watson mandò una squadra di cinque membri dell’equipaggio ad incontrare il Governo. Tutti e cinque furono arrestati e trattenuti senza accuse. La Sea Shepherd II rifiutò di allontanarsi dalle acque delle Isole fino a che tutto l’equipaggio non fosse rilasciato. I faroesi risposero attaccando con fucilate e gas lacrimogeno. Un proiettile sparato sulla nave passò a un centimetro dalla testa del Capitano Watson, egli allora ordinò immediatamente all’equipaggio di difendere la nave con i cannoni ad acqua e cannoni caricati con cioccolato e torta al limone. Gli aggressori furono imbrattati in maniera umiliante e Sea Shepherd II scappò con la documentazione delle attività baleniere e dello scontro drammatico. Il filmato dell’incidente fu mandato in onda in un documentario prodotto dalla BBC, intitolato“Black Harvest”, che vinse alcuni premi.

Nel 1986, la moratoria mondiale dell’International Whaling Commission sulla caccia commerciale alle balene diventò legge.

Malgrado la legge, l’Islanda continuò ad uccidere balene.

Nel novembre del 1986 gli ingegneri di Sea Shepherd Rod Coronado e David Howitt arrivarono in Islanda e affondarono due delle quattro baleniere islandesi in banchina. Distrussero anche l’impianto di elaborazione della carne di balena del Paese.

 
Navi islandesi affondate


1988
Before his quick exit, Sea Shepherd agent managed to snap a picture of the sea-cock he just opened to sink the illegal vessel in port.Prima della sua rapida uscita, l'attivista di Sea Shepherd è riuscito a scattare una fotografia della valvola che ha appena aperto per affondare la nave illegale in porto. Nel gennaio 1988, il Capitano Paul Watson volò in Islanda per accettare la responsabilità dell’affondamento delle navi. Il Governo islandese rifiutò di presentare denuncia perché l’Islanda sapeva che un processo avrebbe esposto le loro operazioni illegali.
Le azioni di Sea Shepherd in Islanda mandarono definitivamente in pensione due delle loro navi baleniere e costarono alla società della caccia alle balene più denaro di quello che erano stati in grado di recuperare in 19 anni. Fu una sconfitta economica per gli assassini di balene.

1992

Nel 1992, Sea Shepherd concentrò i propri sforzi nell’opposizione alla caccia commerciale alle balene illegale in Norvegia. Il giorno dopo Natale, un membro dell’equipaggio di Sea Shepherd guidato dal Capitano Paul Watson affondò la baleniera illegale norvegese Nybraena alle Isole Lofoten, nel nord della Norvegia.

The Sea Shepherd vessel, Whales ForeverLa nave di Sea Shepherd, Whales Forever – foto: Marc Clerio


1994

Nel gennaio 1994, un membro dell’equipaggio di Sea Shepherd affondò la baleniera illegale norvegese Senet in porto, nel sud della Norvegia.

Nel luglio del 1994, la nave di Sea Shepherd Whales Forever sfidò in maniera diretta la flotta baleniera norvegese e il Governo quando il Capitano Watson portò la nave e il suo equipaggio alle Isole Lofoten per bloccare le baleniere. Fu intercettato dalla Marineria Norvegese.



The Norwegian Coast Guard destroyer vessel Andenes (which was twice the size of the Sea Shepherd vessel), swiftly cuts through the water to ram the bow of the Whales Forever in an attempt to stop the Sea Shepherd crew from interfering with Norway's illegal whaling activities. Note that in stark contrast to the activity on the Sea Shepherd vessel, the Andenes cleared their deck of all people in preparation to ram.

La Whales Forever fu speronata dal cacciatorpedinere norvegese Ardenes, gli fu sparato contro, e due bombe di profondità sotto lo scafo. Nonostante avesse subito un danno significativo, essa riuscì a evitare di essere abbordata dai norvegesi e ritornò alle Isole Shetland, mettendo seriamente in imbarazzo le autorità norvegesi. Cosa ancora più importante, l’attenzione dei media fu portata sull’illegalità della caccia alle balene norvegese.

The Norwegian Coast Guard destroyer vessel Andenes (which was twice the size of the Sea Shepherd vessel), swiftly cuts through the water to ram the bow of the Whales Forever in an attempt to stop the Sea Shepherd crew from interfering with Norway's illegal whaling activities. Note that in stark contrast to the activity on the Sea Shepherd vessel, the Andenes cleared their deck of all people in preparation to ram.

1997

Nel settembre del 1997, Il Direttore del Nord-ovest Pacifico di Sea Shepherd, Michael Kundu, entrò di nascosto in Siberia con una troupe di media per documentare l’uccisione di balene da parte dei Siberiani. Nonostante le minacce di morte, tornò a riferire all’Incontro a Monaco dell’International Whaling Commission. Il film riportò prove della caccia commerciale illegale alle balene, includendo immagini di balene macellate per essere trasformate in mangimi per gli allevamenti di volpi da pelliccia. La Russia continuò a rivendicare il massacro come “caccia di sussistenza”, esclusa dalla moratoria sulla caccia alle balene.

1998

Nel 1998, la baleniera norvegese illegale Morild, di proprietà del più famoso assassino di balene in Norvegia – Stienar Bastesen – fu affondata.

Come risultato Sea Shepherd divenne un nome familiare in Norvegia.

Nell’autunno del 1998, su pressione delle industrie della caccia commerciale alle balene della Norvegia e del Giappone, e con la promessa di un futuro commercio redditizio, la tribù indiana Makah rivendicò il proprio diritto di riprendere la caccia alle balene, in virtù della garanzia avuta dal trattato con gli Stati Uniti del 1855, ma in violazione della successiva legge conservazionista internazionale. Sea Shepherd inviò due navi a Neah Bay, Washington, per proteggere le balene grigie. Le navi furono raggiunte da una flottiglia di cittadini locali e di altri attivisti contrari alla caccia alle balene. Nonostante le violenze di massa, gli arresti e le persecuzioni ufficiali ricevute, la coalizione di attivisti fece da scudo alle balene e portò l’attenzione dei media sulla caccia, tanto da far ritirare i Makah senza aver preso una sola balena.

Sea Shepherd's two ships and a flotilla of concerned citizens protect gray whales from the Makah whalers, 1998

2000

Nel luglio del 2000, la Ocean Warrior salpò verso le Isole Far Oer per intervenire contro il massacro annuale di globicefali. Ancora una volta, la questione della caccia fu riportata sulle prime pagine dei media europei. Sea Shepherd mise in campo la pressione economica contro le società che ancora acquistavano prodotti provenienti dal mare dalle Far Oer, principalmente sul gigante danese Unilever, che rappresentavano il 90% della loro economia. Su richiesta di Sea Shepherd, oltre 20.000 punti vendita al dettaglio europei chiusero i propri contratti di acquisto di pesce dalle Far Oer.

2001

Nel luglio del 2011, mentre si svolgeva l’annuale Incontro dell’International Whaling Commission, l’Ocean Warrior si trovava nelle acque di Santa Lucia nelle Indie Occidentali a filmare un pescatore mentre prendeva un globicefalo, lo stesso giorno in cui il Governo vietava la caccia alle balene a Santa Lucia. Sea Shepherd coordinò una campagna di e-mail contro le nazioni dei Carabi che avevano votato con il Giappone all’IWC in cambio di “aiuti di pesca”. Come conseguenza Santa Lucia ricevette più di 400 cancellazioni di prenotazioni nei suoi resort,

2002

Nel dicembre 2002, Sea Shepherd dà caccia alla flotta baleniera giapponese nelle acque dell’Antartico. L’obiettivo è quello di far rispettare la moratoria mondiale contro la caccia commerciale alle balene e di far rispettare le norme di tutela concesse alle balene all’interno del Santuario ufficiale delle Balene dell’Oceano del Sud (Aka Santuario Antartico delle Balene).

Il Giappone riesce a cambiare i propri piani e ad evitare Sea Shepherd, e noi impariamo una lezione importante: senza una sorveglianza aerea, si hanno pochissime possibilità di successo nel monitoraggio della flotta giapponese.

TAIJI

 

2003

Nell’ottobre del 2003, un equipaggio di Sea Shepherd si reca a Taiji, Giappone, per difendere delfini e altri piccoli cetacei. La documentazione del massacro da parte di Sea Shepherd viene diffusa con fotografie sulle prime pagine dei quotidiani internazionali e sulle televisioni di tutto il mondo.

 

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 Nel dicembre del 2005, Sea Shepherd lancia la sua seconda spedizione nelle vaste e gelide acque dell’Antartide per opporsi alla caccia illegale alle balene da parte dei giapponesi.

La nostra ammiraglia Farley Mowat parte da Melbourne, Victoria, Australia, e si ferma ad Hobart, Tasmania, per caricare un elicottero da utilizzare per la ricognizione aerea. La flotta baleniera viene intercettata il 22 dicembre e fugge dall’inseguimento di Sea Shepherd.Il 25 dicembre, la Farley Mowat intercetta la linea di rotta della nave fattoria giapponese Nisshin Maru e tenta di metterne fuori uso le eliche. La Nisshin Maru comincia allora a correre con ancora una volta la Farley Mowat dietro a inseguirla.

La spedizione prosegue nel gennaio 2006 con la Farley Mowat che insegue la Nisshin Maru per tremila miglia lungo la costa antartica. L’8 gennaio, la Farley Mowat si avvicina ancora una volta alla Nisshin Maru e gli lancia delle cime per bloccare le eliche. La Nisshin Maru ferma le attività di caccia e fugge. Il 9 gennaio, la Farley Mowat intercetta e sperona la nave da rifornimento Oriental Bluebird. Questa accetta di andarsene dal Santuario Antartico delle Balene.

La Farley Mowat completa un viaggio di 50 giorni coprendo 8.500 miglia tra Melbourne e la destinazione finale Città del Capo, in Sud Africa. La flotta giapponese è stata interrotta per 15 giorni e gli è stato impedito di raggiungere la propria quota.

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La nostra Campagna Antartica in difesa delle balene, chiamata Operazione Leviathan, è la terza (e di maggior successo) spedizione di Sea Shepherd nell’Oceano del Sud per intervenire contro le operazioni illegali di caccia alle balene da parte della flotta Giapponese, nel Santuario Antartico delle Balene. La Campagna ambiziosa ha coinvolto l’utilizzo di due navi (la Farley Mowat e il neo acquisto Robert Hunter), un elicottero Hughes 300 (il Kookabura) e 56 membri dell’equipaggio provenienti da 14 diverse nazioni.

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La flotta giapponese aveva pianificato di uccidere illegalmente 935 balenottere minori e 50 balenottere comuni. Durante l’Operazione Leviathan, siamo stati in mare per cinque settimane e abbiamo inseguito la flotta baleniera per migliaia di miglia, interrompendo costantemente le loro operazioni e risparmiando così diversi branchi di balene. Ciccate qui per conoscere tutti i dettagli di questa spedizione impegnativa e per vedere le emozionanti fotografie e i filmati delle azioni.

 

    

whales_SSCS_history_2006_Op-Rok-LogoNell’ottobre del 2006 dopo anni di osservanza, l’Islanda ha iniziato a whales_SSCS_history_2006_Iceland_whalingviolare la moratoria mondiale dell’International Whaling Commission sulla caccia alle balene, dando un solo giorno di preavviso prima di uccidere una balena. L’Islanda si era auto assegnata una quota di 9 balenottere comuni e 30 balenottere minori da massacrare brutalmente prima del 31 agosto 2007 – oltre al loro finto programma di “ricerca scientifica” al quale erano destinate altre 39 balenottere minori. Sea Shepherd ha risposto inviando la sua nave Farley Mowat e un equipaggio di volontari per creare un incidente internazionale sul rifiuto da parte dell’Islanda di osservare le norme di protezione mondiale – questa missione è stata chiamata Operazione Ragnarök. Nel luglio del 2007 la nave è partita dall’Islanda verso le Isole Galapagos ma, tempo di raggiungere Bermuda, e il Ministro della Pesca Islandese ha dichiarato di non voler stabilire una nuova quota fino a che le condizioni del mercato per la carne di balene non fossero migliorate e non avessero ottenuto il permesso per esportare prodotti derivati dalle balene in Giappone. Sea Shepherd è rimasta per un po’ a Bermuda, pronta a rilanciare la Campagna se la situazione fosse cambiata.

Oggi

Attualmente, stiamo preparando la nostra nave Robert Hunter e l’equipaggio per ritornare nel Santuario Antartico delle Balene a proteggere le megattere e le balenottere comuni a rischio estinzione, così come le balenottere minori, specie minacciata, dagli arpioni dei balenieri giapponesi.

Per favore supportateci oggi e rendete questa missione salva-vite una realtà!


traduzione a cura di Valentina Guerrieri

 

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