Il Mar Mediterraneo, già considerato il bacino idrico più sovrasfruttato nel mondo, sta affrontando una crisi sempre peggiore. Questa estate le temperature registrate hanno raggiunto valori record, portando a morie di pesci in Italia e Grecia.

Gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più rilevanti, e l’incremento rapido delle temperature va ad aggravare le già note minacce alla sopravvivenza della fauna marina, portando a conseguenze devastanti per i delicati ecosistemi locali.

Sea Shepherd è da tempo in prima linea nella lotta alla pesca illegale per proteggere le specie più vulnerabili. Oggi, con la pressione aggiunta dei disastri climatici, la situazione è più urgente che mai

Temperature da record

Recenti pubblicazioni hanno evidenziato che le temperature di superficie del Mediterraneo stanno raggiungendo valori allarmanti.

Nel corso di agosto 2024 sono state registrate temperature di 31.96°C, il valore più alto mai raggiunto, nelle acque costiere dell’Egitto. Nello stesso periodo la temperatura media nell’intero Mediterraneo ha raggiunto il valore di 28.9°C, superando il record precedente  di 28.71°C registrato nel 2023.

Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità maggiore rispetto alla media globale, ed è soggetto a frequenti ondate di calore marine che alterano l’equilibrio delicato degli ecosistemi, con conseguenze devastanti su tutti i fronti, dalle rotte migratorie di innumerevoli pesci alla proliferazione di specie invasive come il pesce scorpione e alcuni tipi di riccio marino.

Le conseguenze devastanti dell’incremento di temperatura

  • Soffocamento di massa in Toscana

A fine luglio, la laguna di Orbetello in Toscana è stata investita da un’ondata di calore durante la quale le temperature dell’acqua hanno raggiunto valori di 35°C. Questo picco improvviso ha portato a un rapido calo della concentrazione di ossigeno nell’acqua, causando la morte per soffocamento di circa 200 tonnellate di pesce nell’arco di tre giorni.

Nonostante gli sforzi disperati delle autorità locali per limitare i danni immettendo acqua fredda nella laguna, non è stato possibile fermare la tragedia. Il presidente della regione ha dichiarato lo stato di emergenza, ma non è chiaro quali misure possano essere messe in campo per prevenire le conseguenze di picchi di temperatura simili sulla fauna ittica.

  • Morie a Volos, Grecia

Un evento analogo si è verificato la settimana scorsa nel porto di Volos, in Grecia, come conseguenza di condizioni meteorologiche estreme causate dal cambiamento climatico.

A seguito delle gravi alluvioni che hanno colpito l’anno scorso la regione della Tessaglia, il lago Karla si era espanso significativamente, per poi recedere drasticamente durante i periodi di siccità sofferti quest’anno. Questo fenomeno ha forzato i pesci d’acqua dolce a spostarsi verso il porto di Volos, dove non sono stati in grado di sopravvivere alla drastica variazione di salinità.

Centinaia di migliaia di pesci in putrefazione hanno invaso le acque del porto e le coste vicine, con un forte impatto sul turismo locale e conseguenze incerte sulla salute degli ecosistemi marini della regione.

Le operazioni di pulizia hanno rimosso fino a oggi oltre 270 tonnellate di pesce, e il ministro greco per il clima ha dichiarato lo stato di emergenza fino a fine settembre.

E’ necessario agire subito

Valia Stefanoudaki, presidente di Sea Shepherd Grecia, sottolinea la criticità della situazione e la necessità di agire per proteggere la fauna marina del Mediterraneo. “A nessuno interessa dei pesci”, dichiara, evidenziando l’indifferenza diffusa di fronte alla devastazione degli ecosistemi marini nel disastroso panorama in escalation della crisi climatica. “L’ambiente della Grecia è già fortemente vulnerabile a causa del cambiamento climatico e del riscaldamento globale, dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere i pesci e la fauna marina da minacce come la pesca illegale”.

Qualche mese fa Sea Shepherd Global, in collaborazione con l’Agenzia greca per l’Ambiente Naturale e i Cambiamenti Climatici (N.E.C.C.A.), ha rinnovato l’impegno nella protezione del Parco Nazionale Marino di Alonissos e delle Sporadi Settentrionali, area marina protetta fondamentale per la salvaguardia delle specie a rischio. Con il Mediterraneo in condizioni ambientali sempre più critiche, le nostre campagne per fermare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) sono più importanti che mai.

Il futuro del Mediterraneo dipende dall’impegno collettivo per mitigare le conseguenze del cambiamento climatico e proteggere gli ecosistemi più vulnerabili. Dalla riduzione delle emissioni di gas serra all’introduzione di pene più severe per le attività di pesca illegale, ogni azione ha un peso. Di fronte alla crescita continua delle temperature del Mediterraneo, la battaglia per salvaguardare la biodiversità non è più un problema locale ma una necessità imprescindibile a livello globale. 

Per approfondire le attività di Sea Shepherd per la protezione del Mediterraneo, segui le campagne attive in Grecia e Italia (Campagna Difesa Foca Monaca, Operazione Siso) e leggi gli ultimi articoli sulle criticità del Mar Mediterraneo. Ogni passo che facciamo è un passo verso la conservazione di uno degli ecosistemi marini più ricchi del pianeta.

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