Sea Shepherd si oppone alla caccia alle balene dal 1970, e continua ad essere impegnata nella lotta per la fine della stessa in tutti gli oceani del mondo.

Nonostante la moratoria globale del 1986 sulla caccia commerciale alla balene, dal 1987 il Giappone, in qualità di membro della Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene (IWC), continua a ucciderle  nell’Oceano del Sud in nome della ricerca scientifica.

Sea Shepherd sostiene fermamente che la caccia alle balene in Antartide da parte del Giappone sia sempre stata solo una mera operazione commerciale, un’operazione consentita dalla Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene con il pretesto della ricerca scientifica.

Nel 2014, la posizione di Sea Shepherd è stata confermata quando i governi dell’Australia e della Nuova Zelanda hanno trascinato il governo del Giappone di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) con sede in Olanda. Il verdetto giudica la caccia alle balene dell’Oceano Australe da parte del Giappone come una pratica illegale e non scientifica, e la guerra per la salvaguardia delle balene nell’Oceano del Sud tra Sea Shepherd e la flotta baleniera giapponese è continuata fino a quest’anno, quando il Giappone ha annunciato la fine del proprio programma di caccia alle balene in Antartico.

Altre nazioni come la Norvegia, l’Islanda e la Danimarca hanno continuato la caccia commerciale nelle proprie acque nazionali. Sea Shepherd ha sempre considerato questi paesi come nazioni di caccia alle balene  colpevoli di infrangere le leggi ed i trattati internazionali atti alla salvaguardia dei nostri oceani per le generazioni future.

Sea Shepherd considera il Giappone tra le ultime nazioni rimanenti di balenieri pirata e ritiene il loro annuncio di lasciare la Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene  (IWC) come una dichiarazione aperta per la continuazione della caccia alle balene come operazione commerciale, oltre che una dimostrazione di arrogante disprezzo per la Legge Internazionale sulla Conservazione.

Alex Cornelissen, amministratore delegato di Sea Shepherd Global, ha dichiarato:

“Consideriamo la ripresa della caccia commerciale giapponese come mera continuazione del palese disprezzo del governo giapponese nei confronti delle leggi e dei trattati internazionali. E’ una lotta che conduciamo da oltre un decennio, e se il governo giapponese intende protrarre la caccia alle balene, Sea Shepherd continuerà a stare con la comunità globale che ne chiede la fine.”

Il fondatore di Sea Shepherd, il capitano Paul Watson, ha dichiarato:

“La caccia alle balene in Giappone è un’industria morente che sopravvive solo grazie ai contributi politicamente motivati di enormi sussidi governativi.
Abbiamo cacciato i balenieri giapponesi dall’emisfero australe, e ora il loro massacro illegale continua nelle proprie acque, secondi solo alla Norvegia  per il numero di uccisioni illegali di balene. Quest’estate abbiamo fermato gli islandesi intenti a uccidere le balenottere finlandesi in via di estinzione e continuiamo ad opporci attivamente al massacro di globicefali e delfini nelle isole Faroe danesi.”

“La nostra opposizione alla caccia alle balene è globale, e continueremo a fare pressione sul Giappone e sulle altre nazioni fuorilegge fino a raggiungere il nostro obiettivo finale: l’eliminazione completa e totale della pazzia spietata che sottintende alla caccia alle balene da parte di chiunque, ovunque e per qualsiasi ragione.”

“Per decenni siamo stati il movimento di difesa delle balene più diretto ed efficace del pianeta e continueremo ad esserlo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Sea Shepherd Australia, Jeff Hansen. “Come pastori del mare rimaniamo concentrati ed efficaci, specialmente attraversi le nostre recenti campagne atte a combattere la pesca illegale, con un numero stimato di circa 333.000 balene e delfini uccisi ogni anno.”

“Continueremo a cercare modi innovativi per fermare la caccia alle balene da parte di Islanda, Norvegia, Danimarca e Giappone.”

“Per ora chiediamo al popolo del Giappone di unirsi a noi in questa lotta globale, invitando il proprio Governo a deporre gli arpioni una volta per tutte, proprio in virtù del ruolo fondamentale che le balene svolgono nel mantenere un oceano prospero e sano per tutti noi”.