Il 13 di gennaio, durante un pattugliamento congiunto con il Dipartimento della Pesca gambiano e con la Marina Militare del Gambia, l’equipaggio di Sea Shepherd a bordo della M/V Bob Barker ha supportato l’abbordaggio, l’ispezione e il fermo del peschereccio chiamato Atlantide 1, battente bandiera turca, per il depinnamento illegale di squali o razze.

 

Un ufficiale della Marina Militare Gambiana tiene in mano una delle pinne confiscate, con la Bob Barker sullo sfondo. Foto di Robert Lehmann/Sea Shepherd.

Durante un’ispezione di routine, 54 pinne appartenenti a squali o razze sono state scoperte mentre essiccavano sui ponti superiori del peschereccio, che era autorizzato a pescare pesci e cefalopodi nelle acque del Gambia e che stava attivamente pescando a strascico al momento dell’abbordaggio.

La F/V Atlantide 1 nel Gambia. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd

Le pinne appartenevano allo spinarolo (squalo) o ad una delle tre specie di razza: pesce sega comune, pesce chitarra o pesce chitarra a macchie bianche. Appartengono tutti alla stessa famiglia, e le razze sono specie a rischio.

Abbordaggio dell’ Atlantide 1. Foto di Robert Lehmann/Sea Shepherd.

Agli investigatori gambiani è stato detto che le pinne erano parte di una strategia dell’equipaggio per avere un bonus, della quale il capitano non era presumibilmente consapevole, ma il depinnamento di squali, razze e rajidae è rigorosamente illegale nel Gambia e costituisce una delle più serie violazioni ai regolamenti della pesca gambiani.

Razza in mezzo al pescato. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd.

“Quando è stata abbordata, la Atlantide 1 aveva iniziato il suo primo giorno di pesca nel Gambia tornando da Dakar, Senegal, quindi si possono fare solo supposizioni circa il numero di squali e razze depinnati durante una singola battuta di pesca, nella illecita e lucrativa attività collaterale che è risultata nel crollo delle popolazioni di squali e razze al largo della costa dell’Africa Occidentale”, ha dichiarato Peter Hammarstedt, capitano della Bob Barker.

Pinne in essiccazione sul ponte. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd.

Due mesi prima, la Atlantide 1 era stata fermata dalla Marina Militare del Gambia perché utilizzava una dimensione di maglia inadatta. L’imbarcazione è stata sorpresa ad utilizzare una dimensione di maglia di 40 millimetri (mm), mentre la loro autorizzazione richiedeva che ne usassero una di almeno 70 mm. Dopo aver passato un mese in detenzione, l’imbarcazione è stata rilasciata dopo aver pagato la sua multa. Con la scoperta delle pinne, la Atlantide 1 è stata nuovamente fermata e scortata in porto dai marinai della Marina Militare del Gambia che prestavano servizio sulla Bob Barker.

Marina Militare del Gambia con pinna. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd.

Dal settembre del 2019, Sea Shepherd ha condotto pattugliamenti congiunti con il Dipartimento della Pesca Gambiano e con la Marina Militare del Gambia, sotto la direzione dell’Onorevole James Fumos Peter Gomez, Ministro della Pesca e delle Risorse Idriche del Gambia.

La Bob Barker sorveglia la Atlantide 1. Foto di Robert Lehmann/Sea Shepherd.

Il fermo della Atlantide 1 segna il quindicesimo arresto da quando sono iniziati i pattugliamenti congiunti. Nell’ottobre dello scorso anno, 10 pescherecci furono catturati in un singolo rastrellamento notturno.

La Marina Militare del Gambia scopre le pinne a bordo. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd.

La presenza dell’imbarcazione di Sea Shepherd scoraggia i pescherecci industriali dall’introdursi in una Zona a Gestione Speciale che si estende per nove miglia nautiche dalla costa gambiana ed è riservata ai pescatori artigianali locali.

Il capitano Peter Hammarstedt con una pinna. Foto di Robert Lehmann/Sea Shepherd.

“L’auspicio di Sea Shepherd è che proprio come i pattugliamenti stanno scoraggiando incursioni in quella che è essenzialmente un’area marina protetta, permettendo così alle popolazioni di pesce di riprendersi dalle pressioni della pesca, il fermo della Atlantide 1 scoraggerà anche le operazioni di depinnamento in mare. Sea Shepherd è orgogliosa di supportare la leadership del Gambia nel debellare la pesca illegale dalle proprie acque, come anche di proteggere le popolazioni vulnerabili e in pericolo di squali e razze”, ha detto il Capitano Hammarstedt.

Le acque del Gambia sono particolarmente ricche di biodiversità, poiché il paese è posizionato dove il fiume Gambia, molto ricco di nutrienti, incontra la corrente delle Canarie. I mezzi di sostentamento di oltre 200.000 Gambiani dipendono direttamente o indirettamente dalla pesca locale, mentre la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (UN FAO) crede che più del 46% delle popolazioni di pesce stimate nell’Atlantico centro-orientale stiano soffrendo per la pesca eccessiva.

L’equipaggio della Bob Barker durante Operazione Gambian Coastal Defense insieme a Philip Wollen. Foto di Christiano Menci/Sea Shepherd.

La cooperazione di Sea Shepherd con il Gambia, chiamata Operation Gambian Coastal Defense, segna il settimo paese e/o isola-stato che si unisce al crescente sforzo per fermare la pesca illegale intorno al continente africano attraverso pattugliamenti in mare congiunti.

Dal 2016, Sea Shepherd ha lavorato in collaborazione con i governi di Gabon, Liberia, Sao Tomé e Principe, Tanzania, Benin e Namibia per combattere la pesca INN (Illegale, Non regolamentata e Non segnalata) mettendo a disposizione dei paesi costieri dell’Africa l’utilizzo di imbarcazioni d’alto mare civili da pattugliamento, in modo che le autorità possano far rispettare le regolamentazioni della pesca e le leggi per la conservazione nelle loro acque territoriali. Fino ad ora, queste collaborazioni uniche sono risultate nel fermo di 51 imbarcazioni per pesca illegale e altri crimini di pesca.

Scopri di più sulle campagne di Sea Shepherd contro la pesca illegale:

Campagne Sea Shepherd