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Molti di noi conoscono la fauna terrestre simbolo dell’Africa, come i leoni, le giraffe e gli elefanti, e riconoscono l’importanza di proteggere queste magnifiche creature e i loro habitat. Ma la straordinaria fauna marina che abita gli oceani africani passa spesso inosservata ed è poco apprezzata. Dalle floride barriere coralline alle specie endemiche uniche, fino agli indispensabili corridoi migratori, le acque dell’Africa pullulano di vita, che gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della biodiversità del pianeta.

La straordinaria biodiversità delle acque dell’Africa Occidentale

L’equipaggio di Sea Shepherd che pattuglia le acque dell’Africa Occidentale durante le campagne contro la pesca illegale, è testimone in prima persona della diversità e dell’unicità dell’ecosistema marino della costa atlantica. La fauna marina di questa regione è unica per diversi motivi, tra cui la sua sorprendente biodiversità.

Mammiferi marini

Spesso l’Africa non viene associata a balene e delfini. Eppure il golfo di Guinea è un ottimo punto per il whale watching, specialmente durante la stagione migratoria estiva, quando le megattere passano di qui, partendo dalle acque ricche di cibo dell’oceano meridionale, dirette verso le acque tiepide dell’Oceano Atlantico per riprodursi. Anche altre specie di balene, come i capodogli e le balenottere di Eden, popolano queste acque.

Il nostro equipaggio a bordo delle navi di Sea Shepherd si precipita sul ponte ogni qual volta vengano avvistati delfini che nuotano e saltano giocosi, affiancando la prua della nave. I delfini comuni, i tursiopi e le stenelle maculate sono alcune delle specie che abitano queste acque. La regione ospita anche la susa atlantica, un delfino endemico delle coste dell’Africa occidentale e in pericolo di estinzione.

Sebbene elusivo e difficile da avvistare, il lamantino africano è presente anche in alcuni fiumi, estuari e acque costiere della regione. Con una popolazione stimata di appena 1.500 esemplari, la specie è attualmente classificata come vulnerabile a causa della perdita di habitat, della caccia e della morte accidentale causata da attrezzature da pesca. [fonte]

Tartarughe marine

Questa regione rappresenta l’habitat fondamentale per le tartarughe, tra cui la più grande tartaruga marina del mondo, la tartaruga liuto , che si nutre di meduse. Queste spiagge sono anche tra i più importanti siti di nidificazione per la tartaruga embricata, in grave pericolo di estinzione, e per la tartaruga verde, anch’essa in pericolo di estinzione.

Pesci

La regione è nota per l’abbondanza di pesci pelagici, tra cui sardine, acciughe, sgombri e tonni. Queste specie ittiche svolgono un ruolo cruciale nella catena alimentare, costituendo il sostentamento per i grandi predatori marini. I pesci demersali come cernie, dentici e naselli popolano i fondali e sono importanti per la pesca artigianale della regione, che sostiene le comunità locali. Le barriere coralline, le mangrovie e gli estuari rappresentano habitat essenziali per molte di queste specie. Le acque dell’Africa occidentale ospitano anche diverse specie di squali e razze, tra cui gli squali martello, le mante e il pesce sega, gravemente minacciato.

Crostacei e molluschi

Varie specie di granchi, gamberi e aragoste caratterizzano l’ecosistema marino dell’Africa occidentale e costituiscono un’importante fonte di cibo per altri animali marini. Nelle acque della costa atlantica africana si trovano anche calamari, polpi e, nelle acque meno profonde, ostriche.

Uccelli

La costa dell’Africa occidentale ospita una grande varietà di specie di uccelli marini che si riproducono, si nutrono o migrano nella regione. Fra le specie che si possono avvistare ci sono le sterne, gli albatros, i gabbiani, le sule, gli aironi e i fetonti codabianca, con le loro caratteristiche lunghe penne bianche sulla coda.

Oceano sano, pianeta sano

Questa straordinaria biodiversità della fauna marina prospera grazie alla varietà di habitat dell’Africa occidentale, come le mangrovie, le praterie marine, le barriere coralline e gli estuari, che forniscono zone essenziali per l’alimentazione, la riproduzione e la crescita di innumerevoli specie, tra cui le popolazioni migranti di balene e tartarughe marine a rischio di estinzione.

Il golfo di Guinea è noto per i suoi sistemi di risalita delle acque profonde, come le correnti delle Canarie e del Benguela, che portano in superficie acque fredde ricche di sostanze nutritive. Questo fenomeno alimenta grandi popolazioni di fitoplancton, che a loro volta costituiscono la base della catena alimentare da cui dipende la fauna marina. L’abbondanza di cibo attira molte specie, dai pesci ai mammiferi marini, fino agli uccelli acquatici. Questi sistemi di upwelling contribuiscono anche all’assorbimento dell’anidride carbonica atmosferica, contribuendo così a mitigare il cambiamento climatico [fonte].

Gli scienziati hanno ripetutamente ribadito il ruolo cruciale che gli oceani svolgono nel preservare il nostro pianeta. Regolando il clima e fungendo da “serbatoi” di carbonio, gli oceani aiutano ad assorbire notevoli quantità di anidride carbonica, attenuando così gli effetti del cambiamento climatico. Tuttavia, per mantenere il loro equilibrio e svolgere efficacemente queste funzioni di vitale importanza, gli oceani dipendono da una fauna marina sana e diversificata.

Le minacce che incombono sulla fauna marina dell’Africa occidentale

Sfortunatamente, questi ecosistemi sono sempre più minacciati. I metodi di pesca distruttivi oltre che la pesca illegale, l’inquinamento da plastica, il cambiamento climatico e il deterioramento degli habitat devastano la fauna marina e mettono a repentaglio la salute degli oceani.

La crescente domanda di pesce ha portato all’adozione di pratiche di pesca non sostenibili, che causano la diminuzione delle popolazioni ittiche e mettono in pericolo anche altre specie non bersaglio a causa delle catture accidentali e della distruzione degli habitat. In Africa occidentale, una delle sfide principali è rappresentata dalla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), soprattutto da parte di pescherecci commerciali internazionali che approfittano della limitata capacità di sorveglianza, pattugliamento e procedimenti giudiziari della regione.

“L’Africa occidentale è molto appetibile per i pescatori illegali perché le acque sono ancora ricche di pesce e purtroppo l’applicazione delle leggi non è così rigorosa come lo sarebbe, ad esempio, in Europa o in Nord America, dove le guardie costiere pattugliano le proprie acque. Proteggere le acque dell’Africa occidentale può essere una sfida a causa della vastità dell’area e della difficoltà di far rispettare le norme. È qui che Sea Shepherd entra in gioco”. – Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global.

Dal 2016 nelle nostre campagne contro la pesca INN in tutto il continente africano, abbiamo affiancato le autorità locali nell’arresto di 84 imbarcazioni. “Quando ci imbattiamo nella pesca illegale nelle acque sovrane di uno stato, collaboriamo con le forze dell’ordine del paese per supportare le operazioni di abbordaggio, ispezione e arresto dei responsabili di reati contro la fauna selvatica”, afferma il capitano Peter Hammarstedt, direttore delle campagne di Sea Shepherd Global.

Un’altra minaccia per la fauna marina e i suoi habitat è l’inquinamento da plastica. Sebbene la maggior parte delle persone si concentri sulle bottiglie, i sacchetti e le cannucce di plastica monouso, negli oceani la forma più letale di inquinamento da plastica proviene da attrezzatura da pesca come le reti abbandonate o perdute, note come “reti fantasma”. Che si trovino in superficie, aggrovigliate nelle barriere coralline del fondale marino o ammassate sulle spiagge, le reti fantasma continuano per anni ad uccidere indiscriminatamente la fauna marina.

Nel 2019, Sea Shepherd e Biosfera, i nostri partner locali a Cabo Verde, hanno lavorato insieme per rimuovere oltre quattro tonnellate di attrezzatura da pesca dismessa che stavano soffocando le spiagge dell’isola deserta di Santa Luzia, una delle più importanti spiagge di nidificazione delle tartarughe liuto al mondo.

Sono in corso iniziative di conservazione per affrontare queste minacce e proteggere la straordinaria fauna marina dell’Africa occidentale. Questi interventi prevedono l’istituzione di aree marine protette, collaborazioni per favorire il monitoraggio e l’applicazione delle leggi sulla pesca e una maggiore sensibilizzazione ed educazione ambientale.

È di vitale importanza sensibilizzare l’opinione pubblica sulle meraviglie della fauna marina africana e sull’urgente necessità di proteggerla, poiché la sopravvivenza di queste incredibili creature è fondamentale per la salute dei nostri oceani e per il futuro del nostro pianeta.

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