Il 2023 ci ha regalato una stagione incredibile.

Tantissime tartarughe, il nostro immancabile camper Enzo Maiorca e una speciale collaborazione con Caretta Calabria Conservation hanno segnato il ritmo di un’estate lunga e costellata da mille emozioni.

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Camper Enzo - Progetto Jairo. Foto di Sea Shepherd Italia

Cos’è  Progetto Jairo?

Progetto Jairo rappresenta da anni l’impegno di Sea Shepherd Italia per la difesa,la protezione e la conservazione delle tartarughe caretta caretta nel Mediterraneo. Sia durante i momenti di difficoltà delle tartarughe adulte che durante la nidificazione, l’emersione e il raggiungimento dell’acqua da parte dei nuovi nati i nostri i volontari sono pronti ad intervenire in caso di necessità, seguendo i protocolli indicati dalle autorità. Nel caso in cui un esemplare necessiti di aiuto sono  formati per il recupero e l’eventuale trasporto dell’animale ferito presso il centro di cure idoneo al caso. Durante il periodo di nidificazione i nostri volontari perlustrano le spiagge alle prime luci dell’alba, per individuare le tracce delle tartarughe che risalgono l’arenile per depositare le uova.  Il monitoraggio dei nidi invece li vede impegnati tutti i giorni, per la rilevazione delle temperature. Un dato importantissimo, che si rivelerà decisivo per la determinazione del sesso delle future nascite. Giungono poi le notti più emozionanti: l’emersione dei piccoli dalla sabbia e il raggiungimento dell’acqua. I nostri volontari seguiranno i piccoli, assicurandosi che nulla si frapponga nel faticoso percorso dal nido al mare. Essere volontari è un impegno che ripaga ogni sforzo con grandissime emozioni che riempiono il cuore e  ricaricano di energie.

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Rilascio di una tartaruga Caretta Caretta. Foto di Sea Shepherd Italia

Cosa sono le tracce di Tartaruga

In questa foto sono raffigurate delle tracce di tartaruga Caretta Caretta. I volontari di Sea Shepherd Italia coinvolti nel progetto Jairo, durante il periodo di nidificazione, che in Italia va circa da maggio a settembre, escono appositamente tutte le mattine alle prime luci dell’alba per essere aiutati dalle ombre che si creano sulla sabbia al sorgere del sole, per individuare le tracce di una tartaruga emersa per deporre il suo prezioso carico di vita. Le perlustrazioni devono inoltre essere fatte alle prime ore del giorno per evitare che I trattori utilizzati dagli stabilimenti balneari per pulire gli arenili cancellino ogni traccia al loro passaggio, lo stesso passeggiare delle persone che vanno verso il mare rischia inconsapevolmente di cancellare le zampate delle tartarughe

Il protocollo prevede di allertare la Guardia costiera componendo il numero gratuito 1530.

Il monitoraggio dei nidi

Il monitoraggio di un nido di tartaruga consiste nel rilevamento della temperatura della sabbia all’interno del nido due volte al giorno, dal ritrovamento dello stesso fino all’emersione dei piccoli, che avviene circa 55 giorni dopo la deposizione. Il rilevamento delle temperature è un dato molto importante che serve ai biologi per ipotizzare le giornate più probabili dell’emersione dei piccoli, ma anche per studiare l’incidenza delle temperature sul sesso dei nascituri. Gli studi infatti dimostrano che temperature più alte aumentano l’incidenza di nascite maschili. Ecco perché assistiamo ad un numero sempre maggiore di deposizioni a latitudini una tempo inadatte ai nidi, le tartarughe cercano di contrastare lo squilibrio demografico avventurandosi sempre più a nord, nidificando in spiagge che non avevano mai visto l’arrivo di una tartaruga. Questo a discapito del loro stesso istinto ancestrale, che vedeva il ritorno della tartaruga nella spiaggia dove era nata, per scavare il nido esattamente nello stesso luogo che l’aveva vista nascere,  circa 20 anni prima. Il surriscaldamento globale porta infinite ripercussioni negli esseri viventi, dobbiamo prendere coscienza del problema e farci parte attiva di soluzioni che contrastino il fenomeno.

L’emersione dalla sabbia

Le  notti più emozionanti per i nostri volontari impegnati nel progetto Jairo di Sea Shepherd Italia sono le notti di emersione dei piccoli di tartaruga dalla sabbia. C’è molto lavoro da fare, e lo si fa in silenzio, ed al buio! Le tartarughe infatti utilizzano il chiarore lunare per orientarsi e dirigersi verso il mare. Ecco allora i nostri volontari dotarsi di fioche luci rosse, che non disturbano la delicata retina delle tartarughe,  mettersi a disposizione dei biologi per tutta la notte.  Le piccole nate verranno misurate e catalogate, prima di poter percorrere i metri di distanza che separano il nido dalla battigia. Scortate dai nostri volontari le piccole si avventureranno nel mare, scomparendo agli occhi della scienza per quelli che vengono definiti i “lost years”. Per almeno dieci anni infatti nessuno sa dove andranno, quante miglia percorreranno  e quali saranno le loro abitudini, fino a diventare adulte e ricomparire. I numeri però sono spaventosi: si stima che solo una tartaruga ogni mille nate arrivi all’età riproduttiva. Le altre non ce la faranno. Decimate dagli effetti della pesca intensiva, dalle eliche dei motori, ferite dall’ingestione di ami da pesca o di plastica troveranno la morte in mare, o spiaggiate lungo le nostre coste.

Ecco perché il nostro impegno è importante, ogni nascita rappresenta una speranza, una sfida contro la desertificazione degli oceani. Ci impegniamo per preservare, conservare e proteggere la biodiversità marina.

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Il recupero degli esemplari feriti

Progetto Jairo, oltre che della perlustrazione spiagge e del monitoraggio dei nidi di tartaruga, si occupa anche del recupero e dell’eventuale trasporto di tartarughe ferite e in difficoltà. I nostri volontari , durante i mesi invernali, seguono corsi di formazione specifici per avere le autorizzazioni ad intervenire e per saper esattamente come operare di fronte ad un esemplare di tartaruga in difficoltà. E’ importante infatti seguire i protocolli redatti dagli enti preposti, poiché un errato intervento può creare maggior danno, mettendo ancor più a rischio la vita dell’animale ferito, invece che salvarlo.  Le tartarughe sono esseri marini, che respirano attraverso l’emersione, se ferite o impigliate in reti da pesca saranno condannate ad annegare. Un’altra causa di ferimento è fin troppo spesso l’ingestione di ami da pesca, o di plastica. In questo caso l’animale non sarà più in grado di nutrirsi. Servono medici specializzati per intervenire su una tartaruga ferita e questi medici operano in specifici centri di recupero. Sea Shepherd si occupa da anni del recupero, e del trasferimento degli animali feriti fino ai centri di cura adatti. Dopo gli interventi del caso e il necessario tempo di recupero l’animale verrà liberato in mare.

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