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All’inizio di quest’anno, Sea Shepherd ha viaggiato in Antartide, svelando l’orribile realtà della pesca industriale del krill. Con l’avvicinarsi del 2024, ci stiamo preparando per tornare, più decisi che mai a salvaguardare questo fragile ecosistema.

Nel febbraio 2023, la Allankay, nave di Sea Shepherd, è salpata nelle gelide acque dell’Antartide per rinnovare il nostro impegno a proteggere la regione e la sua variegata vita marina. Per oltre un decennio, abbiamo lottato per difendere le balene dell’Antartide dagli arpioni della flotta baleniera giapponese. Grazie alla nostra passione e alla nostra determinazione implacabili, abbiamo vinto. Abbiamo affrontato i bracconieri di merluzzi della Patagonia (Dissostichus spp., N.d.T.) noti come “I Sei Banditi” e li abbiamo fermati.

Ma questa volta c’è un avversario diverso nell’Oceano meridionale: la pesca industriale del krill. Sapevamo che i pescherecci commerciali hanno un impatto enorme e spesso devastante sull’ecosistema dell’Oceano Antartico. La nostra intenzione era chiara: cogliere questa devastazione in flagrante e mostrarla al mondo. In un incontro agghiacciante al largo delle isole Orcadi meridionali, abbiamo documentato diversi super pescherecci da traino che, con le loro enormi reti hanno travolto senza pietà un grande branco di oltre duecento balenottere che si nutrivano di krill. Le immagini dell’industria che compete con la fauna selvatica per gli stessi animali a scopo alimentare sono state condivise in tutto il mondo, suscitando indignazione internazionale e chiedendo la chiusura di questa industria.

“I super pescherecci non hanno fatto alcuno sforzo per modificare la loro rotta. Anzi, sembrava che si dirigessero deliberatamente verso il branco che soffiava dagli sfiatatoi, segno che dove ci sono le balene, c’è il krill. E la cosa più scioccante è che non fosse illegale farlo.”

“I super pescherecci non hanno fatto alcuno sforzo per modificare la loro rotta. Anzi, sembrava che si dirigessero deliberatamente verso il branco che soffiava dagli sfiatatoi, segno che dove ci sono le balene, c’è il krill. E la cosa più scioccante è che non fosse illegale farlo.”

Capitano Peter Hammarstedt, direttore delle Campagne di Sea Shepherd Global

Capitano Peter Hammarstedt, direttore delle Campagne di Sea Shepherd Global

Queste acque, un tempo remote, sono ora frequentate da enormi pescherecci da traino provenienti da nazioni come Norvegia, Cina, Cile, Ucraina e Corea del Sud, tutti alla ricerca di krill per alimentare l’industria dell’acquacoltura e per estrarre olio di krill per integratori e prodotti di bellezza. Queste industrie in piena espansione hanno raddoppiato la domanda di krill negli ultimi vent’anni e, se non agiamo subito, nei prossimi anni dovremo fare i conti con il doppio dei super pescherecci.

Questi minuscoli crostacei sono fondamentali per l’ecosistema antartico, una specie chiave che fornisce il sostentamento a diverse forme di vita marina, tra cui balene, pinguini, foche e uccelli marini.

Il riscaldamento degli oceani e la riduzione dei ghiacci marini mettono già a dura prova la vita dell’Oceano Antartico. Se a ciò si aggiunge la pressione esercitata dalla pesca industriale del krill, si ottiene la ricetta per un disastro ecologico. Animali marini come i pinguini imperatore, che da cinque anni non riescono a riprodursi, potrebbero scomparire entro questo decennio. Allo stesso modo, le foche da pelliccia hanno registrato un calo dell’83% dal 2007.
Siamo a un punto di svolta in cui la legislazione deve allinearsi alla conservazione. Sea Shepherd è risoluta nella sua missione. Come ha dichiarato il Capitano Hammarstedt: “Quando un peschereccio viola la legge, possiamo tagliarne le reti e bloccarne le operazioni. Ma quando opera legalmente, dobbiamo cambiare la legge”.

Con l’avvicinarsi del 2024, ci stiamo preparando a tornare in Antartide, non solo come osservatori ma come difensori. Ancora una volta metteremo in luce gli impatti negativi della pesca industriale a strascico del krill e spingeremo per fermare questa forma di pesca dannosa. Ci auguriamo che vi unirete alla nostra battaglia, perché finché l’Antartide avrà bisogno di noi, Sea Shepherd sarà lì per proteggerla.

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