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Lunedì scorso Sea Shepherd Global ha individuato due mega pescherecci che, a reti dispiegate, solcavano le acque direttamente sopra un mega branco di oltre cento balenottere comuni, che si stavano nutrendo di krill al largo delle Isole Orcadi meridionali, in Antartide.

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Un mega branco di balenottere che si nutre di krill. Foto di Mika Van Der Gun/Sea Shepherd Global.

“I due mega pescherecci non hanno fatto nulla per cambiare rotta. Anzi, sembrava persino che si dirigessero deliberatamente verso il branco, sapendo che dove ci sono le balene, si trovano anche i krill” ha dichiarato il Capitano Peter Hammarstedt a bordo della Allankay, la nuova nave di Sea Shepherd Global.

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Un peschereccio per la pesca del krill pesca a strascico nel mezzo di un mega branco di balena. Foto di Mika Van Der Gun/Sea Shepherd Global.

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Sea Shepherd monitora due mega pescherecci al largo delle isole Orcadi meridionali. Foto di Flavio Gasperini/ Sea Shepherd Global.

Altri due mega pescherecci invece hanno immediatamente issato le reti e sono fuggiti allorquando  è arrivata la Allankay .

Le immagini scioccanti sono state catturate il primo giorno dell’arrivo di Sea Shepherd Global nell’Oceano Antartico. La nostra ultima campagna, operazione Antarctica Defense, è una missione volta a monitorare ed affrontare la più grande minaccia ecologica contro l’ecosistema antartico:  la crescente attività di pesca delle vitali popolazioni di krill attuata da numerose  flotte di pescherecci da traino.

Il krill è un piccolo crostaceo simile ad un gambero e costituisce il fondamento dell’intero ecosistema antartico,nonché la principale fonte di cibo per balene e pinguini. La maggior parte della vita marina dipende perciò direttamente dal krill.

La pesca del Krill ha di fatto sostituito la caccia alle balene, attività frenata anche grazie a Sea Shepherd Global che ha cacciato gli ultimi balenieri dagli Oceani Australi nel 2018. Oggi assistiamo purtroppo all’azione di 12-14 pescherecci industriali che prendono di mira non direttamente le balene, ma le specie chiave da cui dipendono per sopravvivere, il krill.

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Il capitano Peter Hammarstedt a prua della Tempest, mentre osserva da vicino il mega peschereccio da krill. Foto Flavio Gasperini/Sea Shepherd Global.

“Stiamo assistendo ad un forte calo delle gravidanze di balene megattere, una diminuzione della massa corporea delle otarie orsine e un crollo delle popolazioni di pinguini antartici. Tutte e tre le specie dipendono dal krill come fonte primaria di cibo. Il tutto mentre il cambiamento climatico ha ridotto sia la quantità che la durata del ghiaccio marino di cui il krill ha bisogno per sopravvivere.”

Capitano Peter Hammarstedt

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L'equipaggio di Allankay sulla Tempest con uno dei mega pescherecci da krill. Foto Flavio Gasperini/Sea Shepherd Global.

La pesca al krill non ha solo un impatto mortale indiretto verso le balene. Nel 2021 infatti  la morte di tre balene è stata documentata in tre eventi separati. Tutte e tre le carcasse erano avviluppate nelle reti a strascico, evidenziando il crescente conflitto tra gli operatori dei pescherecci e le balene, entrambi impegnati nella pesca dello stesso krill.

Tre settimane fa,  la rivista Ecology  ha pubblicato uno studio della Stanford University che ha documentato la presenza di quattro grandi pescherecci intenti a pescare il krill con reti a strascico, direttamente dentro un mega branco di oltre 1.000 balenottere comuni. Lo studio ha concluso che questo tipo di competizione tra i pescatori di krill e le balene non farà che aumentare in futuro. Il nostro recente filmato dalle Isole Orcadi meridionali dimostra che questa modalità di pesca non rappresenta un incidente isolato.

Il krill viene sottratto dall’Oceano Antartico principalmente per produrre farina di krill, un additivo per mangimi nell’industria dell’acquacoltura. Inoltre viene utilizzato nell’industria farmaceutica, l’olio di krill è ampliamente addizionato negli integratori alimentari di Omega-3. Negli allevamenti di salmone , inoltre, la farina di krill viene aggiunta al mangime per trasforma la carne, altrimenti grigia del salmone in cattività, in rosa o rosso, così da ottenere il colore delle carni selvatiche.

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Un mega peschereccio scarica in mare il liquido caldo della lavorazione del krill. Foto David Wilson/Sea Shepherd Global.

I moderni pescherecci di krill installano una pompa di aspirazione all’estremità della loro rete a strascico in modo tale che la nave possa pescare 24 ore su 24. Questo processo inoltre assicura la massima resa, perché evita che i krill vengano schiacciati dal loro stesso peso una volta issati sul ponte. La pratica è tutt’altro che etica ma volta unicamente ad evitare che il prezioso olio contenuto nei loro minuscoli corpi venga disperso sul ponte.

“È un’assurdità e un crimine contro la natura che il krill venga sottratto dai remoti oceani meridionali – da enormi navi industriali che hanno attraversato mezzo mondo per arrivarci – e venga rubato dalle bocche spalancate di balene e pinguini affamati, solo per trasformare le carni dei salmoni d’allevamento in color rosa” ha affermato Alistair Allan, attivista antartico della Bob Brown  Foundation.

L’equipaggio a bordo della  Allankay  monitorerà la pesca e l’ impatto sulle balene, documentando le sue attività e mappando l’intera catena di approvvigionamento. Sea Shepherd Global ha collaborato con la  Fondazione australiana Bob Brown,  che indagherà sulle compagnie di pesca del krill e su come il krill finisca sugli scaffali dei supermercati e delle farmacie australiane.

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Pennacchi visibili dal mega branco di balene che si nutrono di krill, con un mega peschereccio che pesca in mezzo a loro. Foto Flavio Gasperini/Sea Shepherd Global.

La nostra storia in difesa dell’Antartide

Sea Shepherd Global ha una lunga storia di difesa dell’Antartide.

Nel 2017, dopo 15 anni di campagne di azione diretta di Sea Shepherd per porre fine alla caccia illegale alle balene nel Santuario delle Balene dell’Oceano Meridionale, che hanno portato al salvataggio di oltre 6.000 balene, il governo giapponese ha abbandonato la caccia alle balene in Antartide.

Nel 2015, le navi di Sea Shepherd Global Bob Barker e Sam Simon (ora nota come Age of Union) hanno inseguito Thunder, un noto bracconiere di austromerluzzi ricercato dall’Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale (INTERPOL), per 110 giorni fino a quando il suo capitano, incapace di sottrarsi all’inseguimento, ha affondato la nave nel tentativo di distruggere le prove a bordo. La pubblicità del più lungo inseguimento marittimo della storia ha portato all’arresto delle navi gemelle della Thunder, ponendo fine alle loro attività di pesca illegale nell’Oceano Meridionale.

“La pesca del krill nell’Antartico dovrebbe essere immediatamente vietata per i suoi effetti devastanti sulle specie che dipendono dal krill. La pesca del krill elimina la base dell’intera catena alimentare antartica. Sea Shepherd interviene solo attraverso azioni dirette contro le attività di pesca illegali. Quando la pesca è legale – come quella del krill – dobbiamo invece monitorare e documentare l’attività di pesca per spingere i cambiamenti necessari. Questa è una pesca che non dovrebbe essere permessa in questo ambiente incontaminato e noi lavoreremo per questo, sia attraverso la legge che attraverso i mercati”, ha dichiarato il Capitano Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global.

Per saperne di più: Campagna di difesa dell’Antartide https://www.seashepherdglobal.org/our-campaigns/antarctica-defense/

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Supertrawler Krill con l'Allankay sullo sfondo. Foto Flavio Gasperini/Sea Shepherd Global.

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Uno dei mega pescherecci da krill con la rete in acqua. Foto Flavio Gasperini/Sea Shepherd Global.

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