Resoconto dell’Operation Vanguard, condotta da Sea Shepherd a bordo della M/Y Ocean Warrior in collaborazione con i responsabili della conformità del Ministero della Pesca e delle Risorse Marine (MFMR – Ministry of Fisheries and Marine Resources). L’obiettivo dell’operazione è stata la sorveglianza nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) della Namibia, nel periodo compreso tra il 26 di Aprile e il 15 Giugno 2019.

L’obiettivo di Operation Vanguard

Il principale obiettivo di questi pattugliamenti congiunti era contrastare la pesca illegale, non regolamentata e non segnalata (INN) nelle acque namibiane. Queste iniziative hanno aiutato il MFMR e le forze dell’ordine namibiane a costringere fuori dalla ZEE namibiana alcuni pescherecci industriali illegali e stranieri che avevano preso di mira gli stock di sugarello.

In particolare alcuni grossi pescherecci fabbrica industriali stranieri, un tempo prodotti in Unione sovietica, hanno oltrepassato i confini delle acque territoriali della Namibia, infiltrandosi nella ZEE namibiana durante la notte e saccheggiandone il pesce (soprattutto sugarello), vicino alla famosa Skeleton Coast.

I reefers e la pesca illegale

Queste incursioni illegali sono state esacerbate dalla fitta nebbia e dai naufragi avvenuti nella zona, rendendo quindi più difficili le individuazioni dei pescherecci illegali, che dopo le catture sono soliti trasbordare il loro carico su grandi navi da carico refrigerate, note anche come reefers, in attesa appena fuori dalla ZEE.

Le navi da carico refrigerate danno un grande contributo alla pesca INN poiché il pescato illegale può essere mischiato con quello legale, rendendo in tal modo impossibile verificarne l’origine. Ecco perché la Legge namibiana sulle Risorse Marine vieta il trasbordo in mare e permette che esso avvenga esclusivamente in porto alla presenza di ufficiali delle forze dell’ordine.

Operation Vanguard: i dettagli

La M/Y Ocean Warrior, sotto il comando del volontario Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana (2013-2016, ora in pensione), il 26 di Aprile ha iniziato a pattugliare le acque settentrionali della Namibia, in collaborazione con le forze dell’ordine namibiane (che comprendevano ispettori della pesca e agenti di polizia) per fermare le incursioni dei grandi pescherecci industriali.

Il 26 di Aprile l’operazione ha intercettato un peschereccio illegale che si muoveva a velocità di traina, 20 miglia nautiche a sud del confine tra Angola e Namibia. Appena avvistata la M/Y Ocean Warrior il peschereccio illegale ha immediatamente cambiato direzione tentando di sfuggire all’arresto.

M/Y Ocean Warrior è quindi arrivata nel raggio di 300 metri dal peschereccio illegale, operando in una situazione di stretto contatto, nello sforzo di rallentare il peschereccio di maggiori dimensioni. Il peschereccio sconosciuto non aveva nessuna targa di identificazione distinguibile e per via delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, non è stato possibile salire a bordo.

Un segnale ai bracconieri

Tuttavia, vedere e confrontarsi con un’operazione congiunta vicino alla Skeleton Coast, è servito come dissuasore nei confronti dei bracconieri, dato che nessuna ulteriore incursione è avvenuta dopo l’intercettazione. Questo dimostra quanto le operazioni congiunte abbiano il previsto effetto deterrente che permetterà agli stock di sugarello nel nord della Namibia di riprendersi dall’impatto della pesca di operatori criminali.

La Namibia possiede una delle zone di pesca più ricche al mondo, specialmente dopo che il governo namibiano ha significativamente ridotto il numero dei pescherecci operanti nelle acque namibiane legalmente autorizzati per la pesca del sugarello. Ma recentemente la pesca illegale è aumentata, poiché pescherecci precedentemente autorizzati hanno organizzato operazioni in altri paesi con l’intento di praticare bracconaggio nelle acque settentrionali della Namibia.

Il sugarello e la sua tutela

Il sugarello è elencato come vulnerabile dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN – International Union for Conservation of Nature) con una tendenza alla diminuzione della popolazione in aree dove c’è pesca illegale. Tuttavia, le risorse di sugarello della Namibia, come tutte le altre risorse di pesca, sono gestite in modo sostenibile, da qui l’importanza di tenere i pescatori INN fuori dalle acque namibiane.

“Anche se il governo namibiano ha messo in atto misure di conservazione per proteggere l’industria ittica del sugarello, fondamentale per la salute degli ecosistemi e per l’economia della Namibia, queste misure per la conservazione devono includere anche pattugliamenti in mare. Con la conclusione di Operazione Vanguard, gli operatori criminali che saccheggiano le acque namibiane vicino alla Skeleton Coast hanno ricevuto il messaggio che il governo namibiano è all’erta nel difendere la propria industria ittica” ha affermato l’Onorevole Bernhard Esau, Ministro della Pesca e delle Risorse Marine, subito dopo un briefing del Direttore delle Operazioni MFMR.

La cooperazione di Sea Shepherd con l’MFMR namibiano è supportata dalla Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale (SADC – Southern African Development Community), Stop Illegal Fishing e dall’unità operativa FISH-I Africa, che condividono lo scopo comune di incrementare le capacità in mare dell’Africa Meridionale.

“La vigilanza limitata sulla pesca industriale è una delle cause maggiori di pesca INN” ha detto Per Erik Bergh, coordinatore di Stop Illegal Fishing.

Sea Shepherd e la collaborazione con gli stati africani

Dal 2016 Sea Shepherd ha lavorato in collaborazione con i governi di Gabon, Liberia, Sao Tomè e Principe, Benin e Tanzania per combattere la pesca INN, mettendo a disposizione degli stati costieri africani l’utilizzo di imbarcazioni civili d’alto mare da pattugliamento, affinché le autorità possano far rispettare le leggi per la conservazione e i regolamenti sulla pesca nelle loro acque territoriali. A oggi, queste collaborazioni uniche hanno portato all’arresto di trenta imbarcazioni coinvolte in pesca illegale ed altri crimini di pesca.

Come affermato dal ministro dello stato africano, “il Ministero Della Pesca e delle Risorse Marine dà grande valore a questa collaborazione nella ricerca di sradicare la pesca INN nella propria ZEE e continuerà ad avvalersi di tanta generosità da parte di Sea Shepherd. I presunti bracconieri saranno trattati in termini di legge, e le punizioni saranno severe”.

Scopri di più sulle campagne di Sea Shepherd contro la pesca INN: Campagna Sola Stella

Immagini: Kerstine Launay/Sea Shepherd