Il Capitano Paul Watson, Fondatore di Sea Shepherd, spiega quali nuove tattiche verranno messe in atto da parte dell’organizzazione per fermare la schiavitù e la vendita e di delfini selvatici per la cattività da parte del Giappone, colpendolo dove fa più male.

La baia insanguinata di Taiji, dove i delfini vengono assassinati o venduti al settore della cattività. Foto: Sea Shepherd.

 

Sin dai primi anni Sessanta, una particolare forma commercio di esseri intelligenti, auto-consapevoli e senzienti si è insinuato nella società umana, come un cancro maligno. Un commercio di schiavi che ha causato un dolore inimmaginabile ed è costato la vita a migliaia di delfini. Questo crudele settore si è diffusa in tutta l’Europa e l’Asia, con l’apertura di centinaia di acquari marini, molti dei quali muniti di infrastrutture grossolanamente inadeguate.

Sea Shepherd ha documentato il terribile massacro e la tremenda cattura di delfini a Taiji, e vi si è opposta, in Giappone, sin dal lontano 2003 . Al’inizio, nell’ottobre dello stesso anno Sea Shepherd liberò 16 globicefali tagliando le reti che li intrappolavano. Tale azione che è costata oltre un mese di prigione a due volontari. Sea Shepherd portò questi avvenimenti all’attenzione dei media mondiali, con titoli e copertura degli eventi da parte della CNN ma il massacro continuò.

Uno dei primi membri del team presente a Taiji nel 2003 era Ric O’Barry, il quale, insieme a Louie Psihoyos, produsse il film “The Cove” nel 2009, che fu insignito di vari premi. Il risalto mediatico fu incredibile.. ma il massacro è continuato.

Nel 2010, Sea Shepherd ha creato la figura dei Cove Guardian (i Guardiani della Baia, nota di traduzione) allo scopo di monitorare, filmare e mostrare dal vivo il massacro tra il 1° settembre e il 1° marzo di ogni anno (vedi un video di repertorio della campagna qui) Centinaia di volontari si sono uniti a questa campagna, che è diventata di anno in anno più dura in ragione delle molte leggi e restrizioni introdotte dalle autorità del Giappone… e il massacro è continuato.

Il Giappone ha risposto nel 2014 negando l’accesso a tutti i Cove Guardian che avevano già partecipato alla campagna a Taiji, Sea Shepherd ha reagito inviando centinaia di nuovi Cove Guardian da tutto il mondo… ma il massacro è continuato.

Quest’anno il Giappone ha mostrato di essere pronto a corrompere il concetto di libertà, promulgando una serie di nuove leggi draconiane mirate a proteggere i propri assassini di cetacei. Alcune di queste leggi sembrano concepite specificamente per colpire i Cove Guardian di Sea Shepherd, con ridicole e autoritarie configurazioni di atti criminali e terroristici. Sea Shepherd non può più, in coscienza, mandare dei volontari in una situazione tale per cui la libertà e i diritti di queste persone sono minacciati, anche perché non si giungerebbe ad alcun risultato utile se i nostri volontari fossero incarcerati e perseguiti nell’ambito di processi sommari istituiti dal Giappone. Altri gruppi potranno forse proseguire con il lavoro di monitoraggio a Taiji senza conseguenze, e auguriamo loro ogni bene, sperando allo stesso tempo che non vengano perseguitati come è successo ai nostri volontari negli ultimi anni.

Nel suo “L’Arte della Guerra”, Sun Tzu scrisse: sii come l’acqua, evita ciò che è forte e colpisci ciò che è debole. Non possono esistere condizioni permanenti. Le tattiche devono evolversi.

 

Dopo che le loro famiglie sono state sterminate davanti ai loro occhi, i delfini più “fortunati” vengono scelti per l’addestramento, prima di essere venduti al settore della cattività. Foto di Sea Shepherd.

Abbiamo assistito alla potenza di film come “Blackfish”, che ha fatto precipitare il numero di visitatori e il valore dei titoli azionari di SeaWorld, facendo allo stesso tempo fallire i piani di espansione degli acquari marini a Vancouver e in California. Queste istituzioni non hanno coscienza e abbiamo purtroppo scoperto che non possiamo rivolgerci a loro appellandoci all’etica. Prestano attenzione solo ai loro azionisti e all’inchiostro rosso sui loro libri contabili.

Sea Shepherd intende ora concentrarsi sul commercio di delfini selvatici venduti agli acquari marini. La nostra causa legale e le azioni di stampo politico contro l’acquario Marine Land di Antibes, in Francia, hanno già inferto un colpo di grande portata al settore della cattività. In quel caso, si è giunti all’introduzione di nuove leggi. Città del Messico ha appena deciso di abolire la cattività di delfini, in tutto il mondo emergono nuove proteste contro strutture dove si tengono animali in cattività e il movimento anti-cattività in generale sta diventando sempre più forte. Dobbiamo far leva su questo, raggiungendo le famiglie e portando loro il messaggio che la cattività dei delfini altro non è se non una malvagia tratta di schiavi che deve essere abolita. Il nostro obiettivo deve essere quello di rendere socialmente e moralmente inaccettabile l’acquisto di un biglietto per un delfinario.

Gli assassini di delfini traggono profitto dalle vendite ai parchi di divertimento a tema marittimo e tali strutture traggono profitto dal pubblico che guarda i loro spettacoli o paga per nuotare con i delfini. Dobbiamo imparare a parlare il loro linguaggio, cioè quello del denaro. Dobbiamo coinvolgere delle celebrità che si schierino contro tali luoghi. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi per investigare e scoprire quali siano gli acquari marini che acquistano direttamente delfini catturati in libertà, sbugiardandoli poi pubblicamente per quello che sono: degli schiavisti e aguzzini che traggono profitto dalle proprie azioni. Dobbiamo essere aperti a idee nuove, incluso l’uso sotterraneo ma legale della tecnologia. Dopo tutti questi anni in Giappone, Sea Shepherd ha raccolto un patrimonio incredibile di riprese video e fotografie. Dobbiamo usare questo materiale per creare un sito giapponese che possa rendere disponibile al pubblico giapponese questo materiale mediatico.

Cosa comprendono i giapponesi? Comprendono il denaro e cosa significa perdere la faccia. Potremo davvero salvare delfini se colpiremo i giapponesi economicamente, umiliandoli e distruggendo il mercato dei delfini. Dobbiamo porci oltre le nuove leggi del Giappone. Al di fuori dal loro territorio, non hanno alcun controllo su di noi. In Giappone siamo alla loro mercé e non abbiamo nulla da guadagnare a offrire il petto alle loro lance. Sopra ogni cosa, dobbiamo incoraggiare il boicottaggio delle Olimpiadi estive di Tokyo 2020, fino a quando il Giappone non porrà fine a tutte le sue attività di caccia a balene e delfini.

La nostra nuova campagna avrà luogo sotto l’egida di Global e coinvolgerà tutte le sezioni di Sea Shepherd.

Alcune persone criticheranno senza dubbio questo cambio di tattica, ma noi dobbiamo preoccuparci di fare ciò che funziona. Sea Shepherd rappresenta i delfini. Documentare il loro assassinio rimanendo inermi e impossibilitati a intervenire non dovrebbe mai essere il ruolo di Sea Shepherd.

 

Capitano Paul Watson
Traduzione di Igor Francetic (inclusa la citazione di Sun Tzu)

2018-10-26T12:46:57+00:00