Con l’operazione Siso, Sea Shepherd protegge le acque del sud Tirreno grazie alla stretta collaborazione e al sostegno dell’Aeolian Islands Preservation Fund. È iniziata l’azione diretta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata nell’arcipelago eoliano.

L’operazione Siso: i risultati in breve

L’operazione di contrasto alla pesca illegale è stata svolta in sinergia con la sezione operativa aeronavale della guardia di finanza, con la guardia costiera di Milazzo, con la capitaneria di porto, con la preziosa collaborazione dei pescatori artigianali e con l’aiuto volontario del direttore d’orchestra Roberto Soldatini.

Soldatini ci  ha accompagnato con la sua barca a vela trovando i punti dei fads illegali durante la navigazione; nei primi giorni di operazione SISO abbiamo recuperato 20 FAD, composti da 42 chilometri di spago in polipropilene, confiscati nelle isole Eolie in 47 ore.

Operazione Siso: tutti i dettagli

La campagna di contrasto alal pesca illegale si è svolta con un catamarano ed un gommone veloce,  entrambi equipaggiati con un nuovo sistema di verricelli che permette di recuperare l’intera struttura dei FAD illegali in breve tempo.

Non è mancata la partecipazione della società civile, rappresentata da Roberto Soldatini, direttore d’orchestra che vive in barca a vela da nove anni e che si è unito volontariamente ai primi tre giorni della campagna.

Il nostro equipaggio era composto da dieci volontari armati di passione, determinazione e telecamere; abbiamo navigato per sei giorni nel Sud Tirreno, svolgendo una missione sotto copertura.

I danni della pesca illegale con i FAD

Si stima che oltre 10.000 FAD  vengano ancorati illegalmente ogni anno, risultando uno dei più grandi riversamenti annuali di plastica inquinante in mare in Italia, con la conseguente distruzione del prezioso fondale di profondità marino.

Andrea Morello, campaign leader dell’operazione Siso ha commentato:

“Ogni Fad è composto da 2.000 Km di spago calato in Mare costituito da polipropilene del diametro di 3,5 mm letale per le Tartarughe Caretta caretta e altre specie che spesso vi rimangono imprigionate durante le rotte migratorie e centinaia di Kg di plastica e bottiglie, molte volte non bonificate contenenti residui di liquidi altamente inquinanti.

Ancorati con pesi di oltre 100 kg ognuno a profondità dai 600 metri ai 3000 metri, ogni Fad illegale distrugge le profondità marine insieme ai coralli e le Vite che le popolano.

I bracconieri utilizzano i Fad come aggregatori pescando ogni tipo di Vita presente nei loro pressi senza distinzione di specie o taglia minima, mettendo in pericolo l’intera biodiversità del Mare Mediterraneo, arricchendo i Pirati del profitto contro cui combatteremo per il rispetto della legalità.

Sea Shepherd con Operazione SISO torna a difendere il Mediterraneo unita a chi del Mare ne fa la sua casa, come Roberto Soldatini che, con la sua passione e dedizione spontanea, ha donato il suo tempo e le sue rotte in aiuto della conservazione del Mare, un vero onore averlo avuto al fianco.

Nel mare più sovrasfruttato del mondo, che nell’area dell’arcipelago eoliano ha confermata il 40% del pescato come illegale (INN), siamo ancora più determinati e efficaci dopo aver ottenuto la piena collaborazione dei pescatori artigianali di Lipari e Salina, che unendosi alla difesa della legalità e delle leggi hanno la difesa del Mare come obiettivo comune.

Da oggi la campagna non sarà più sotto copertura e isseremo il nostro famoso Jolly Roger che accompagnerà ogni azione in difesa dei nostri Clienti, la Vita che abita il Mare. Ringrazio Aeolian Islands Preservation Fund per averci permesso di percorrere queste miglia insieme e sono certo sarà l’inizio di una duratura collaborazione.”

Cos’è Operazione Siso?

Operazione Siso ha come obiettivo la protezione del delicato ecosistema delle Isole Eolie dalla pesca illegale non documentata e non dichiarata, in particolare per mostrare al mondo la reale situazione dell’uso dei FAD nel sud Tirreno ed ha ottenuto la collaborazione da parte dei pescatori artigianali di Lipari e Salina.

I FAD (fishing aggregated devices) illegali, localmente chiamati “cannizzi”, colpiscono sia la Vita del Mediterraneo sia la pesca locale legale. Il piano di gestione locale dell’arcipelago delle Isole Eolie norma l’uso dei “cannizzi” stabilendo che: “Nell’area da gestire saranno individuate aree specifiche su cui ancorare i “cannizzi” e ne saranno programmati il numero (massimo 20), la posizione e la messa in opera (misura 1.4 del FEP 2007-2013). Saranno assegnati tramite sorteggio ai pescatori e siglati in modo da renderli riconoscibili.

Inoltre per far fronte alla progressiva anticipazione della cattura delle lampughe che si è registrata negli ultimi anni si stabilisce la messa in posa dei “cannizzi” a partire dal 15 di settembre e l’inizio delle attività di cattura il 30 di settembre”.

La non riconoscibilità e la mancanza completa di tracciabilità di questi FAD li rende partecipi di operazioni di pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN). Ogni FAD è composto da quattro/sei taniche di plastica e foglie di palma per il galleggiamento ancorato al fondale marino, fino a 3000 metri per mezzo di uno spago del diametro di 3,5 mm.

Perché questo nome?

Siso era un giovane Capodoglio morto nel 2017, impigliato in una rete illegale di tipo “spadara” durante il passaggio tra le Isole Eolie. L’eroico tentativo di liberarlo ha impegnato la Guardia Costiera per molte ore, ma non ha potuto salvarlo.

Siso è stato trovato morto lungo la costa di Capo Milazzo dal biologo marino Carmelo Isgrò, che ne ha conservato lo scheletro mantenendo la rete che l’ha ucciso e la plastica presente nel suo stomaco, come monito per le generazioni future.

Siso era il soprannome dell’amico che ha aiutato Carmelo nel recupero del capodoglio, prima di scomparire in un incidente d’auto avvenuto proprio in quei giorni.
Queste immagini ritraggono Siso spiaggiato a Capo Milazzo.

Chi è Roberto Soldatini

Roberto Soldatini, navigatore solitario, alterna sei mesi di navigazione e sei mesi in cui sverna nel porto di Napoli nella sua barca-casa.

“Fuori dalle prigioni invisibili” è il modus vivendi di Roberto Soldatini, violoncellista che osserva da fuori la “società del preservativo“, come la definisce anche nei suoi libri dove “ormai nessuno vuole rischiare più niente, vivendo nell’illusione di poter “assicurare” la propria esistenza contro ogni rischio e di vivere in un’area protetta, dove l’unico vero rischio è quello di non voler correre nessun rischio...”

Nella sua singolare scelta di vita è stato il primo italiano a prendere la residenza in una barca e ha scelto di farlo nella città che più di ogni altra gli ha ispirato quell’armonia che gli ricorda la Grecia: la città di Napoli. Roberto Soldatini ha la cattedra di violoncello al conservatorio di musica e ha scritto tre libri che parlano di mare, di osmosi tra navigatori, di libertà. È inoltre vincitore di due premi letterari.

Cos’è Aeolian Islands Preservation Fund

L’Aeolian Islands Preservation Fund è una fondazione dedita alla tutela della bellezza naturalistica delle Isole Eolie e alla promozione di un turismo sostenibile. Il fondo finanzia e supporta progetti per preservare l’ambiente e il mare delle isole.

Il chairman dell’Aeolian Islands Preservation Fund, Luca Del Bono, ha dichiarato:
Tre anni fa abbiamo invitato Sea Shepherd ad unirsi a noi nella missione per preservare le Eolie. Siamo felici di portare ancora avanti questa missione e proteggere il nostro mare dalle attività illegali, in difesa della biodiversità e della piccola pesca locale. Un riconoscimento importante va anche a Smile Wave, fondazione svizzera che sostiene sia i progetti di Sea Shepherd che quelli dell’Aeolian Islands Preservation Fund.”

Grazie al supporto di Aeolian Islands Preservation Fund e Smile Wave Fund, camminiamo insieme. Ed ecco com’è proseguita l’operazione.

GUARDA IL VIDEO DI OPERAZIONE SISO: 

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