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Questa volta, il target delle attività era impedire a migliaia di provette a uso sanitario di finire in mare e uccidere, così, la fauna marina.

A fine gennaio, nel corso di alcune attività di perlustrazione del litorale tra le province di Pisa e Lucca, i volontari di Sea Shepherd si sono imbattuti in decine e decine di provette di plastica con tappo rosso abbandonate sulla spiaggia.

“La loro distribuzione sull’arenile indicava che non si trattasse di un ritrovamento casuale, bensì di materiale proveniente dalla vicina foce del fiume Serchio: ci siamo allora subito attivati, perlustrando le rive del fiume per individuare la fonte dello sversamento, e abbiamo identificato come “punto zero” una zona ripariale posta sotto un cavalcavia autostradale, dove qualcuno aveva abbandonato diversi sacchi pieni di rifiuti sanitari.

La scena che ci siamo ritrovati davanti ci ha raggelato il sangue: migliaia e migliaia di provette, rivelatesi poi test Covid-19, stick reagenti e altri flaconcini monodose in plastica, rovesciati lungo la sponda del fiume, alcuni rimasti impigliati tra le fronde degli arbusti, che ne hanno miracolosamente impedito la caduta in acqua, altri sotterrati nel fondo sabbioso dell’argine.

Per prima cosa abbiamo contattato le Forze dell’Ordine e gli Enti territorialmente competenti, i quali ci hanno dato autorizzazione alla rimozione e al recupero dei rifiuti. Dopo aver fatto il punto della situazione per capire come intervenire nel modo più corretto affinché nemmeno una di quelle provette cadesse nel fiume per mano nostra, ci siamo messi all’opera organizzando una squadra per la bonifica. La bonifica è stata impegnativa: armati di corde, imbracature, guanti e sacchi ci siamo calati lungo la sponda e dopo un’ intero pomeriggio di lavoro siamo riusciti a recuperare tutto, riempendo un totale di cinque grossi sacchi”.

Nei giorni successivi sono state organizzate giornate di pulizia della spiaggia, durante le quali sono stati riempiti altri sacchi di provette ma, visto lo sversamento importante, altre ne saranno programmate. Il nostro pensiero va però a tutte quelle che, prima del nostro ritrovamento, hanno trovato la via del mare; ci sono già stati avvistamenti da parte di volontari in altre spiagge di Toscana e Liguria, e temiamo continueranno a spuntare dalla sabbia ancora per molto, molto tempo.

Le provette rappresentano una minaccia per tutti i nostri Clienti i quali, attirati anche dal colore sgargiante del loro tappo, potrebbero predarle o inghiottirle accidentalmente. Quel tratto di mare è un corridoio naturale per tanti animali: tartarughe, delfini, uccelli marini… quanti di loro moriranno ancora per la scelleratezza umana?

Questo sversamento illegale e incontrollato di rifiuti sanitari rischia di danneggiare ulteriormente un ecosistema già estremamente fragile e sottoposto a enormi sforzi di resilienza e noi vogliamo fare tutto il possibile per limitare i danni, perché ogni provetta che raccogliamo potrebbe rappresentare una vita salvata.

Grazie anche ai dati forniti da Sea Shepherd, è in corso un’indagine da parte delle Autorità, invitiamo chiunque avesse informazioni o avvistasse le provette in altre zone di contattarci all’indirizzo toscana@seashepherd.it

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